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Il sindaco e il saluto fascista, polemica in provincia di Salerno



Le foto sono eloquenti: il braccio teso, la mano dritta a punta, il corpo fermo, gli occhi fissi nel vuoto. Intenso e partecipato. Il saluto dell'assessore provinciale di Salerno Amelia Viterale ai suoi concittadini in occasione della festa della sua elezione a sindaco nel piccolo comune di Alfano, nel Cilento. Lo scrive il quotidiano La Repubblica, con tanto di foto.


Alcune foto erano comparse nei giorni scorsi anche su Facebook, poi immediatamente rimosse.
L'assessore alla Caccia, pesca e piccoli comuni della giunta Cirielli  è stata eletta consigliere provinciale nelle fila di Democrazia federalista nel 2009. Poi il trasferimento nel Pdl dove è stata premiata, lo scorso mese di gennaio, con la nomina ad assessore. Ad Alfano, invece, la Viterale è stata eletta sindaco nell'ultima tornata elettorale succedendo al marito Angelo Grosso. Le foto, inequivocabili, non sono passate inosservate agli occhi dei partiti di opposizione. "Un atto grave - ha affermato il segretario provinciale del Partito democratico Nicola Landolfi - un pessimo esempio per i nostri giovani. La Viterale si dimetta insieme alla sua classe dirigente che non fa mistero di una provenienza di questo tipo. Questa gente a Salerno alzano la testa e a Napoli l'abbassano quando vanno alla corte di re Cosentino e re Caldoro".

Fonte Repubblica.it



Braccio teso e mano dritta a punta. Le immagini non danno troppo spazio alla fantasia. Amelia Viterale, sindaco del piccolo CoBraccio teso e mano dritta a punta. Le immagini non danno troppo spazio alla fantasia. Amelia Viterale, sindaco del piccolo Comune cilentano di Alfano, saluta così i propri concittadini in occasione della sua elezione. Ex assessore alla Caccia, pesca e piccoli comuni della giunta Cirielli a Salerno, fu eletta consigliere provinciale nelle fiBraccio teso e mano dritta a punta. Le immagini non danno troppo spazio alla fantasia. Amelia Viterale, sindaco del piccolo Comune cilentano di Alfano, saluta così i propri concittadini in occasione della sua elezione. Ex assessore alla Caccia, pesca e piccoli comuni della giunta Cirielli a Salerno, fu eletta consigliere provinciale nelle fila di Democrazia Federalista nel 2009. L'elezione a primo cittadino di Alfano avviene nell'ultima tornata elettorale, succedendo al marito Angelo Grasso.

Un gesto eloquente, che scatena la polemica con i partiti di opposizione: «Un atto grave e un pessimo esempio per i nostri giovani – tuona il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi – la Viterale si dimetta insieme alla sua classe dirigente, che non fa mistero di provenienze di questo tipo. Questa gente a Salerno alza la testa e a Napoli la abbassa, quando vanno alla corte di re Cosentino e re Caldoro».

la di Democrazia Federalista nel 2009. L'elezione a primo cittadino di Alfano avviene nell'ultima tornata elettorale, succedendo al marito Angelo Grasso.

Un gesto eloquente, che scatena la polemica con i partiti di opposizione: «Un atto grave e un pessimo esempio per i nostri giovani – tuona il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi – la Viterale si dimetta insieme alla sua classe dirigente, che non fa mistero di provenienze di questo tipo. Questa gente a Salerno alza la testa e a Napoli la abbassa, quando vanno alla corte di re Cosentino e re Caldoro».

mune cilentano di Alfano, saluta così i propri concittadini in occasione della sua elezione. Ex assessore alla Caccia, pesca e piccoli comuni della giunta Cirielli a Salerno, fu eletta consigliere provinciale nelle fila di Democrazia Federalista nel 2009. L'elezione a primo cittadino di Alfano avviene nell'ultima tornata elettorale, succedendo al marito Angelo Grasso.

Un gesto eloquente, che scatena la polemica con i partiti di opposizione: «Un atto grave e un pessimo esempio per i nostri giovani – tuona il segretario provinciale del Pd Nicola Landolfi – la Viterale si dimetta insieme alla sua classe dirigente, che non fa mistero di provenienze di questo tipo. Questa gente a Salerno alza la testa e a Napoli la abbassa, quando vanno alla corte di re Cosentino e re Caldoro».

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