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Trenta anni fa finiva la guerra delle Falkland




Trenta anni dopo la fine della guerra delle Falkland il governo delle isole contese tra Gran Bretagna e Argentina ha indetto un referendum sul proprio futuro politico. Un messaggio a Buenos Aires e la speranza di porre fine "una volta per tutte" alla antica disputa sulla sovranità dei territori che gli argentini continuano a chiamare Malvinas. Il referendum, che dovrebbe tenersi nella prima metà del 2013 alla presenza di osservatori internazionali, ha ricevuto la benedizioe di Downing Street: "La Gran Bretagna rispetterà e difendera" il risultato della consultazione, ha detto il primo ministro David Cameron: "Ho sempre detto che sta al popolo delle isole decidere se vogliono restare britannici e che il mondo dovrebbe ascoltare le loro opinioni. Ecco perché 30 anni fa le forze britanniche coraggiosamente hanno liberato le isole dagli invasori". La guerra delle Falkland, in cui Margaret Thatcher inviò 27 mila uomini e una flotta di cento navi, finì con la resa di Buenos Aires il 14 giugno 1982 e nelle isole si stanno preparando le celebrazioni dell'anniversario. L'Argentina continua a reclamare la sovranità sull'arcipelago e giovedì, nel giorno dell'anniversario la presidente Cristina Kirchner volerà a New York per rivendicare le pretese del suo paese davanti al Comitato Onu per la decolonizzazione. "Il principio dell'autodeterminazione è una parte chiave della Carta delle Nazioni Unite", ha messo le mani avanti il capo del Foreign Office William Hague ribadendo il sostegno all'iniziativa: "Il futuro delle Falkland può essere deciso solo da chi ci abita", ha aggiunto Hague auspicando che l'Argentina "si unisca alla Gran Bretagna e al resto del mondo nel dare ascolto a quel che i cittadini delle Falkland hanno da dire". Circa tremila abitanti, le Falkland sono territorio britannico dal 1833 con la sola eccezione dei 74 giorni di occupazione argentina. "Teniamo questo referendum non perché abbiamo dubbi su quale futuro vogliamo ma per mostrare al mondo che ne siamo assolutamente certi", ha detto Gavin Short, presidente dell'Assemblea Legislativa delle isole. Per il parlamentare Tory Andrew Rosindell, segretario del gruppo interparlamnetare sulla Falkland, l'idea è di arrivare a una decisione "una volta per tutte". L'auspicio è di una vittoria del si alla Gran Bretagna simile a quello del referendum sul futuro di Gibilterra che nel 2002 respinse le pretese della Spagna con il 98,5 per cento delle preferenze.

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