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COSA MANGIAMO?/ “La cucina del Diavolo”: zucchero al petrolio, polli col tumore, insalata alla candeggina…

 

 

Quando Gunther Schwab scrisse “La Cucina del Diavolo” (Macroedizioni) forse non immaginava neppure lontanamente che le alterazioni chimiche subite dai cibi, e descritte nel libro, sarebbero presto divenute uno standard alimentare riconosciuto, apprezzato e propagandato in ogni dove. Quanti amano zuccherare il caffè? Bene: sappiano che il dolcificante più usato viene trattato con il petrolio. Quanti comprano, per comodità, l’insalata pre-confezionata? Bene: sappiano che è lavata con la candeggina. 

E quanti sbavano per un pollo arrosto? Sappiano che c’è un rischio: mangiarne uno malato di tumore. Eh si, perché sempre più spesso capita che gli animali si ammalino e le aziende, piuttosto che eliminarli dalla produzione, tolgono la parte del pollo malata e il resto lo confezionano. Dove acquistare questa prelibatezza? La si può trovare su tanti scaffali di super e ipermercati, piuttosto che centri commerciali e affini.

Ripetiamo quindi la domanda: sappiamo davvero cosa ingeriamo, portiamo in tavola e offriamo ai nostri figli? Molto probabilmente no. E allora tocca andare in libreria e comprare “La Cucina del Diavolo”, scritto da Gunther Schwab, che in 144 pagine riesce a farci capire meglio di qualunque documentario o nutrizionista i rischi che ogni giorno corriamo e come fare per evitarli.

 Veleno, veleno; ovunque e sempre, solo veleno: prodotto, propagandato, diffuso; introdotto in ogni dove, presente nell'aria, nell'acqua, nel terreno, nei cibi; sulle strade, nei posti di lavoro, nei giardini [...] La salvaguardia del profitto commerciale e dell'aspetto esteriore della merce è tenuta dall'uomo in ben maggiore considerazione che non il rispetto per la salute e la vita dell'intera umanità.
È il Diavolo creato da Schwab a parlare, attraverso un sapiente gioco narrativo, e a mettere in luce le alterazioni chimiche che i beni alimentari subiscono prima di finire sugli scaffali dei negozi dove (ancora?) andiamo a fare la spesa.
Sebbene l’autore faccia riferimento a quanto accade nel Nord Europa, la logica globalizzatrice di un mercato senza confini o barriere ha imposto le sue regole in ogni dove: prima il profitto, poi il benessere dell’uomo. Oramai le industrie alimentari e chimiche – e parliamo dei grandi gruppi, Monsanto su tutti – controllano in maniera monopolistica il mercato mondiale del cibo, a tal punto da essersi trasformate in potentissime lobbies che fanno pressione politica e quindi influenzano le decisioni in materia.
Le conseguenze? Terribili: chi pensa che sia un caso il sempre maggior numero di malattie croniche degenerative causate da un’alimentazione “avvelenata” è totalmente fuori strada. Leggere per credere: “nel latte di mucche nutrite con farina di soia, fu riscontrata la presenza di tricloroetilene, usato nell’estrazione dell’olio dai suoi semi”; “mi è nota una disposizione, secondo la quale il latte di mucche trattate con penicillina, può essere venduto solo 3 giorni dopo la cura”; “DDT e composti esavalenti, i nostri più energici veleni, impiegati nelle campagne, si ritrovano nel grasso del latte”.
Un libro assolutamente da comprare, leggere e studiare per compiere acquisti consapevoli e trovare alternative contro il cinismo economico delle multinazionali del cibo. Un libro che si chiude così, con il Diavolo che parla e si congeda “dai propri scienziati ospiti, che ha accompagnato durante una visita nei propri laboratori dove si studia ed esercita la gestione del mondo”:
Credo che loro signori saranno convinti. [...] Facilmente influenzabile,frastornato ed apatico, il cittadino del moderno stato di massa non ha alcuna titubanza ad accettare quanto è avverso alla vita e che egli trova a portata di mano, ed è fiero di potersene servire in omaggio al progresso e alla civiltà. Io riservo all’umanità un terribile risveglio. Ma sarà troppo tardi. Gli interessati però continueranno a sbraitare: “ Assolutamente innocuo per l’uomo e gli animali!”.

Fonte: Infiltrato.it

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