Lo
scorso 30 marzo, un Massimo Calearo (fino ad allora sconosciuto come
tanti altri parlamentari disutili) spavaldo e convinto di non dover
scontare nulla per ciò che avrebbe asserito, si confessava alla nota
trasmissione radiofonica “La Zanzara”: “Dall’inizio dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi familiari – ha spiegato –. Rimango
a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premer un pulsante.
Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine
della legislatura non ci andrò più”. Fino a novembre, ha detto ancora Calearo, “mi
sono divertito a fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero,
ora non servo più. E’ usurante andare alla Camera solo a premere un
pulsante”. Ma allora perché non ha la decenza di dimettersi, ha
osservato più di qualcuno? La risposta è arrivata con una schiettezza
degna di un regime dittatoriale dove chi governa e offende il popolo sa
già che non subirà ritorsioni:“No, perché al posto mio entrerebbe
uno del Pd molto di sinistra, un filo-castrista (sarebbe Andrea Colasio,
assessore alla cultura a Padova, ndr)”. La franchezza raggiunge il suo culmine in chiusura di commento:“Con
lo stipendio da parlamentare – continua – pago il mutuo della casa che
ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo. E’ una casa molto grande…”
L’arroganza
scusabile ai parlamentari ha un limite? A sentir parlare persone come
Massimo Calearo, deputato iscritto al gruppo “Popolo e Territorio”,
sembrerebbe di no. Fortuna che, qualche cittadino, decide che la misura è
colma e che è necessario agire ed andare un po’ oltre il comodo (ed
inutile) commento indignato su facebook e twitter. Così, giusto per far
comprendere a questi “rappresentanti del popolo” che non è più tempo di
tollerare parassiti boriosi e biechi arrampicatori sociali.
E’ il caso di Lidia Mazzola, cittadina
italiana ed elettrice che ha querelato il (dis)onorevole Calearo per
Vilipendio della Repubblica e delle Istituzioni Costituzionali, abuso
d’ufficio ed indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Di seguito il testo completo della denuncia, da leggere e condividere
ovunque e, possibilmente, da prendere come esempio per un’azione decisa e
concreta contro questi signorotti convinti di vivere in una società
feudale e dormiente.
TESTO DELLA DENUNCIA PRESENTATA AL COMMISSIARATO DI PS "SPINACETO"- ROMA - da Lidia Mazzola
DENUNCIA - QUERELA
La
sottoscritta Lidia Mazzola , nata a il e
residente in denuncia quanto segue:
attraverso
notizia stampa pubblicata dal giornale denominato "Foglio Quotidiano "
del 30 marzo 2012 la sottoscritta apprende che Calearo Massimo , nato
a Vicenza il 23 novembre 1955, deputato presso il Parlamento della
Repubblica Italiana , iscritto al gruppo " POPOLO E TERRITORIO (NOI
SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI
RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC,
LA DISCUSSIONE)" ha rilasciato le seguenti pubbliche dichiarazioni
testualmente qui riportate:
"Calearo si è confessato alla Zanzara,
la trasmissione di Radio 24: “Dall’inizio dell’anno alla Camera sono
andato solo tre volte, anche per motivi familiari – ha spiegato –
Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premer un
pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino
alla fine della legislatura non ci andrò più”. Fino a novembre, ha detto
ancora Calearo, “mi sono divertito a fare il consulente di Berlusconi
sul commercio estero, ora non servo più. E’ usurante andare alla Camera
solo a premere un pulsante”. Il logorio, però, non è sufficiente a
fargli dare le dimissioni: “No, perché al posto mio entrerebbe uno del
Pd molto di sinistra, un filo-castrista (sarebbe Andrea Colasio,
assessore alla cultura a Padova, ndr)”. Ma non c’è solo la politica a
impedirgli di rassegnare le dimissioni: “Con lo stipendio da
parlamentare – continua – pago il mutuo della casa che ho comprato,
12mila euro al mese di mutuo. E’ una casa molto grande…”.
La sottoscritta rileva nelle dichiarazioni di Calearo Massimo i seguenti reati:
1. Vilipendio della Repubblica e delle Istituzioni costituzionali a
norma dell'art. 290 c.p. per aver manifestato aperto disprezzo delle
funzioni del Parlamento della Repubblica con le seguenti frasi : "Dall’inizio
dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi
familiari. Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a
premer un pulsante. Non serve a niente. "
2.Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
ai sensi dell'art. 316 ter C.P. con rilievo delle circostanze
aggravanti di cui all'319-bis per quanto dallo stesso dichiarato : "Dall’inizio
dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte" " mi sono divertito a
fare il consulente di Berlusconi sul commercio estero, ora non servo
più." In base alle sue stesse dichiarazioni, il Calearo,
quindi, pur dichiarando di non svolgere più funzione alcuna presso
l'Istituzione parlamentare , senza aver provveduto conseguentemente a
presentare le sue obbligate dimissioni dalla Pubblica Istituzione presso
la quale presta servizio in qualità di pubblico ufficiale , continua a
percepire indebite erogazioni di denaro carpite con palese omissione di
atto dovuto (dimissione) e in totale malafede.
3. Abuso d’ufficio ai sensi dell'art. 323 c.p. in quanto con le sue dichiarazioni: "Dall’inizio
dell’anno alla Camera sono andato solo tre volte, anche per motivi
familiari rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a
premer un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo
momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più" ammette di stare arrecando intenzionalmente ad altri un danno ingiusto e con le sue dichiarazioni : "Rimango a casa a fare l’imprenditore, invece che andare a premer un pulsante" e: "Con lo stipendio da parlamentare pago il mutuo della casa che ho comprato, 12mila euro al mese di mutuo" ,
di arrecare ingiusto vantaggio patrimoniale a sè. Con rilievo delle
particolari aggravanti relative all'alto profilo istituzionale
dell'incarico ricoperto dallo stesso.
Per quanto esposto e documentato, la sottoscritta chiede
espressamente (nelle forme previste dall'art art. 347 c.p.p.). che si
proceda in ordine ai reati indicati e sugli altri reati eventualmente
riscontrabili dall'Autorità Giudiziaria , nei confronti di CALEARO
MASSIMO , nato a Vicenza il 23 novembre 1955 e domiciliato presso il
Parlamento italiano.
Roma, 31/03/2012
Lidia MazzolaEcco: sarebbe bello se anche alcuni parlamentari seguissero questo esempio e prendessero le distanze, non solo con le vuote parole, da personaggi come Calearo. Altrimenti poi diviene un po' inutile lagnarsi per il "sentimento di antipolitica" che si fa largo in maniera sempre più decisa tra la popolazione. In attesa della realizzazione dell'utopia repubblicana, comunque, sarebbe ancora più bello se fossero tantissimi altri cittadini-elettori ad emulare il gesto di Lidia Mazzola. YOUng lancia ufficialmente l'operazione #DenunciaCalearo, sperando che ad aderirvi siano in tantissimi. Occorre un segnale forte e deciso, un segnale di attivismo che non si limiti alla tastiera.
Fonte: you-ng.it

Sono over sessanta, pensionato dopo una vita di lavoro con soli sette giorni di assenza in tutta la mia vita lavorativa per ricovero in ospedale. Ciò detto mi sento in diritto di indignarmi ed affermare che l'onorevole (non signore!!!) Calearo è un ignobile malfattore parassita che vive con i soldi delle mia tasse. Simili individui dovrebbero nascondersi per la vergogna!
RispondiEliminaL'onorevole Calearo ha detto che si dimetterà! Speriamo abbia la dignità per farlo!
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