Io lo uso, come tanti di voi.
D'accordo, non sono un mobile phone addicted, ma sicuramente ogni giorno faccio qualche telefonata.
E, altrettanto spesso, non utilizzo un'auricolare né parlo attraverso il vivavoce.
Pertanto, si può dedurre, che il mio cellulare stia spesso vicino al mio orecchio e quindi al cervello.
Fa male parlare con il telefonino?
A dire il vero ho sempre pensato che le teorie sui potenziali danni alla salute causati dalle radiazioni dei telefoni fossero un pò esagerate e comunque destinate ad avere effetti, nel lungo periodo, solo su quelle persone che vivono in simbiosi con i loro telefonini.
Poi ho letto questo libro e devo dire che ho trovato singolare come i nostri media – magari sbaglio – non si siano mai occupati di approfondire davvero la questione.
Se ci fate caso, come scrive nel libro l'autore, i maggiori inserzionisti pubblicitari sia in televisione che nel web, sono le compagnie telefoniche o i produttori di apparecchi di telefonia.
E' bene ricordare questo elemento ed arricchirlo del fatto che – anche in questo periodo di crisi mondiale – l'industria delle comunicazioni mobili (produttori e operatori di rete assieme) ha un fatturato annuale da oltre un trilione di dollari – difficile persino da scrivere.
Roba da far impallidire gente come Philip Morris che, in confronto a questi colossi, ha un giro d'affari da impresa a conduzione familiare.
Ecco allora spiegato forse il vero motivo del tacito accordo tra organi di stampa: di fronte a sontuosi investimenti pubblicitari, meglio soprassedere su certe inchieste scomode,.
E dico inchieste scomode perché in questo libro – come potrete leggere voi stessi – di casi di malattie tumorali legate all'utilizzo dei telefoni cellulari ce ne sono moltissimi, ma l'opinione pubblica di tutto il mondo ha sempre trovato un sistema compatto di marketing e pubbliche relazioni a difendere questo muro di omertà.
L'industria paga, gli scienziati eseguono, i giornalisti tacciono.
E se ci aggiungete qualche governo sommerso dai debiti che vede come un'oasi nel deserto dei propri conti pubblici una bella asta miliardaria sulle frequenze per le telecomunicazioni, capite benissimo quanto sia facile che il silenzio cali come una mannaia sui possibili dibattiti in merito.
Ora, il punto qui non è quello di avere dei pregiudizi né tantomeno di creare allarmismi.
Piuttosto fare come farebbe Spinoza (il filosofo, non il sito): non ridere né piangere, ma comprendere.
Ai nostri microfoni il bravo giornalista Riccardo Staglianò (La Repubblica), autore di "Toglietevelo dalla testa" per l'editore Chiarelettere.
di Matteo Ponzano
VIDEO REPORT SU INCHIESTA CELLULARI
VIDEO REPORT SU INCHIESTA CELLULARI SECONDA PARTE

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