L’ anno scorso si votava su acqua pubblica e nucleare e la mobilitazione sul web risultò fondamentale per informare i cittadini e trasformare i referendum in un successo di popolo. Oggi, dopo il milione di firme
raccolte e le mille timidezze dei partiti, si è vicini al dunque per il referendum sul porcellum, la legge elettorale
ideata da Calderoli che attribuisce ai leader politici il potere di nomina dei parlamentari. Il verdetto di ammissibilità è atteso per giovedì, e in vista di questo primo traguardo monta l’attenzione on e off line: il timore dei comitati referendari è che la Corte costituzionale possa bloccare tutto fornendo un formidabile assist ai partiti (che hanno tutto l’interesse a conservare il Porcellum così com’è). Questa volta, perciò, con varie indiscrezioni che paventano una possibile bocciatura, la mobilitazione pro-referendum è partita ancora prima del via libera ai quesiti. Articolo 21, Libertà e Giustizia, Move On Italia e Popolo Viola hanno promosso per oggi “una fiaccolata per la democrazia” e “per il sì al referendum elettorale” dalle 18 in poi, a Roma, in via del Quirinale, davanti alla sede della Corte costituzionale. “Oltre 1 milione e duecentomila
persone – scrive sul suo blog Gianfranco Mascia, tra gli organizzatori – hanno firmato in un solo mese e mezzo il referendum per cambiare la legge elettorale. Vogliamo esprimere ai giudici costituzionali
la nostra solidarietà chiedendogli di continuare a lavorare inseguendo la ‘luce’ della giustizia senza toglierci
dalle mani l’unica ‘ar ma’ che abbiamo per tornare a far sentire la nostra voce”. Se il capogruppo Idv al Senato Felice Belisario parla di “puzza di inciucio e di fregatura” anche il “padre ” dei quesiti Arturo Parisi
critica l’atteggiamento dei partiti, in primo luogo del Pd: “Sanno che una sola conclusione può essere raggiunta d’amore e d’accordo: il ritorno al proporzionale ma dimenticano con leggerezza la rabbia profonda e diffusa contro questa legge elettorale. Per questo esprimo la mia vivissima preoccupazione per l’idea diffusa, non da noi referendari, che la Corte possa prendere decisioni guidata da preoccupazioni politiche perché in questo caso sarebbe un problema riuscire a contenere la delusione dei cittadini e ad evitare che torni a trasformarsi in rabbia” la sua dichiarazione rilasciata alla Stampa. Intanto è partita anche la mobilitazione on line: domenica il sito basta casta ha lanciato sul web il “No Porcellum Day ”, un evento che ha raccolto migliaia di utenti Twitter che con l’iniziativa hanno voluto “sollecitare i media affinché ci sia una maggiore informazione sul tema”. Anche su Facebook sono già numerosi i gruppi e le pagine che spingono
per il voto. Non c’è dubbio: se i quesiti verranno ammessi, il web è già pronto a lanciare una campagna
in grande stile per ridare ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Fonte: il fatto quotidiano

Ma se questa legge elettorale fa così schifo, mi chiedo come mai tutti i partiti compreso il PD l'hanno votata, l'hanno sperimentata e ora ne parlano male?
RispondiEliminaC'é una tangibile incongruenza!
O sono troppo furbi o troppo rimbambiti, da pensare solo all'interesse del loro partito.
Del popolo e sue necessità si ricordano solo in campagna elettorle.
ciao temolo, quello che pensi tu, sono in tanti italiano a pensarlo e soprattutto non riescono a trovare una spiegazione razionale.
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