Una stangata che lascia il segno. L'aumento delle accise sui carburanti, provvedimento inserito nella manovra del governo Monti, ha colpito duramente il portafogli di milioni di italiani che dell'automobile non possono fare a meno. Previsto inizialmente per il primo gennaio, il rincaro è diventato operativo da subito con numeri davvero impressionanti: +8,2 centesimi di euro al litro per la benzina (aliquota a 704,20 euro) e +11,2 centesimi per il diesel (aliquota a 593,20 euro). Aumenti che seguono quelli costanti degli ultimi tre anni, che avevano già portato i carburanti a costi ragguardevoli. La verde, con la decisione dell'esecutivo, ha ormai sforato la quota record di 1,7 euro al litro, attestandosi in media a 1,708, mentre il gasolio costa - a questo punto - poco di meno, fermandosi a 1,702 euro al litro. Si tratta del quinto rincaro del solo 2011, vero annus horribilis per la benzina che ha registrato una crescita del 17,8%, con rincari medi sul pieno di ben 13 euro (record europeo). «Gli automobilisti italiani sono ora i più tartassati d'Europa – fanno sapere dal Codacons – Con il decreto "Salva Italia" sono gli automobilisti a non salvarsi. Si tratta del quattordicesimo provvedimento preso a danno degli automobilisti in questa legislatura, un record storico e, probabilmente, mondiale».
Per comprendere l'incidenza di questo nuovo colpo al bilancio delle famiglie basti pensare che il pieno per un'auto di media cilindrata, con un serbatoio di 50 litri, costerà 85 euro, cifra che - fa notare Coldiretti - supera quella che i consumatori italiani hanno destinato per il pranzo di Natale.
Fonte: Nuova Società

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