Un macigno sulle speranze di migliaia di coppie, scagliato mentre l’Italia pensa al futuro governo Monti e
ai danni dello spread. Per il ministero della Salute, i portatori di malattie genetiche non possono fare ricorso alla fecondazione assistita. Così stabiliscono le nuove linee guida alla legge 40 “sulla procreazione medicalmente assistita”, inviate ieri dal ministero al Consiglio superiore di Sanità per il parere obbligatorio. E dire che i tribunali di Salerno, Bologna e Firenze avevano riconosciuto anche alle coppie fertili, ma con patologie genetiche, il diritto di accedere alla fecondazione assistita per effettuare diagnosi pre-impianto
sull’embrione. Sentenze ignorate dal ministero, che ha lasciato intatto il divieto per le coppie con malattie
genetiche, già previsto nella legge 40. Ma non basta. Stando alle nuove linee guida, che aggiornano quelle del 2008 emanate dall’allora ministro Livia Turco, la fecondazione assistita va negata anche alle coppie in cui la donna sia portatrice di una patologia virale. In più, salta l’obbligo di trasferire gli embrioni abbandonati nella biobanca di Milano, costata 700mila euro ma a tutt’ogg i inutilizzata. A fissare l’obbligo di trasferimento, nel 2004, era stato un decreto dell’ex ministro della Salute per il centrodestra, Girolamo Sirchia. Sette anni dopo, lo stesso centrodestra ha deciso che gli oltre 10mila embrioni abbandonati vanno
conservati nei centri in cui sono già custoditi, a spese delle Regioni. Non curandosi del fatto che molti enti locali hanno i bilanci in rosso proprio per le spese sanitarie. Per il resto, le linee eliminano “l’obbligo di un unico e contemporaneo impianto di embrioni, comunque non superiori a tre”: norma della legge 40 già cassata dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2009, che il ministero ha recepito. UNA NOVITÀ che non ha evitato un diluvio di reazioni e proteste contro le linee guida. In tanti gridano al colpo di mano del ministero, a dimissioni di Berlusconi ancora calde. Il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, nega: “Nessun golpe, abbiamo chiesto un parere su un testo su cui abbiamo lavorato, in assoluta trasparenza,
da almeno due anni. Le linee sono state emanate con un governo nelle sue funzioni, la Turco le firmò a
Camere sciolte”. E le sentenze ignorate? Roccella minimizza: “Sono sentenze amministrative relative a singole
coppie, e comunque le linee guida non possono modificare una legge, ma solo fornire indicazioni sulla sua
applicazione”. Insomma, nessun dubbio. Anche su quella biobanca che pare una cattedrale nel deserto:
“Abbiamo verificato troppi problemi – spiega il sottosegretario - Il trasferimento nel centro di Milano, che può essere utilizzato per altri fini, non può avvenire per la responsabilità giuridica sugli embrioni”. Ma da associazioni e partiti piovono critiche. Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni accusa: “Con le nuove linee guida Roccella ignora le sentenze, agendo contro la Costituzione e le istituzioni. In più le linee applicano un sistema di schedatura dei pazienti che accedono alla fecondazione, violando la legge sulla privacy”. Dura anche società italiana di studi sulla riproduzione (Sismer): “Il ministero della Salute si
arrocca su posizioni ideologiche: attraverso i trattamenti, le coppie con malattie genetiche potrebbero avere la speranza di non trasmettere la loro patologia ai propri figli o di non ricorrere all’aborto.
Fonte: il fatto quotidiano
Altre meraviglie del governo Berlusconi : http://tg.la7.it/politica/video-i477933

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