“Per fortuna una buona notizia: l’emendamento appena presentato dalla Commissione Giustizia, limitando l’obbligo di rettifica alle sole testate online registrate, esclude dalla nuova disciplina i blog, Wikipedia, i social network e gli altri siti internet. Grazie all’impegno di Giulia Bongiorno, la maggioranza ha rinunciato ad una “stretta” sulla Rete che non sarebbe stata degna di un paese libero e democratico. Mi aspetto ora che l’emendamento sia votato all’unanimita’ dall’assemblea”, dichiara alla Dire Benedetto Della Vedova, capogruppo dei deputati di Fli alla Camera. “Quanto al resto, – aggiunge Della Vedova – restano intatte le nostre critiche sulle modifiche che la maggioranza ha presentato rispetto al testo base approvato dalla Commissione e che hanno peraltro portato alle dimissioni della collega Bongiorno dall’incarico di relatrice”.
Curioso. Per quel che risulta alle agenzie di stampa, l’emendamento presentato e approvato nella commissione dei nove è di Roberto Cassinelli del Popolo delle Libertà. Oggi la Bongiorno si è – giustamente – dimessa per la questione dell’udienza-filtro, ma il nome di Cassinelli, nella dichiarazione di Della Vedova, non viene nemmeno fatto. Certo, i retroscena ad usum poverini dei soliti retroscenisti all’amatriciana vorranno invece raccontarci una diversa realtà. Ma rimane il fatto che mettere il cappello su un emendamento votato praticamente all’unanimità sa tanto di operazione di marketing. Anzi, di marchetting.
Fonte: giornalettismo

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