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Il mandrillo impotente





Ma sì: visto che ce lo teniamo un altro anno
e mezzo, almeno divertiamoci. Così non
pensiamo allo spread e ad altre cose
brutte. Ricapitolando. Il capo dello Stato
non ha finito di monitare (“ciascuno si assuma le
proprie responsabilità”; quando si dice cantarle
chiare) e il ministro delle Riforme annuncia la
secessione sotto lo sguardo compiaciuto del
ministro dell’Interno che dovrebbe chiamare la
forza pubblica e disperderlo con gli idranti. Intanto il
presidente del Consiglio si gioca alla morra la
seguente alternativa: mi sputtano di più se vado
all’Onu o al processo Mills? Alla fine sceglie il
secondo, dove non è prevista la Merkel né altre
culone inchiavabili. Stiamo parlando dello stesso
premier che fa nominare consulenti di
Finmeccanica tali Lavitola, Tarantini e Debbie
Castaneda (già Miss Colombia). Che versa migliaia di
euro a tal Juanino, domestico peruviano ed
emissario di Lavitola. Che parla con Lavitola da una
scheda intestata a tale Ceron Caceres, pure lui
peruviano. Che tratta con Lavitola la nomina del
numero 2 della Guardia di Finanza. Che procura a
Gianpi, spacciatore di coca e suo pappone
personale, il visto diplomatico per portarselo in
missione in Cina. Che nell’ultima manovra vieta agli
italiani i pagamenti in contanti oltre i 2.500 euro
mentre lui ne faceva per 800 mila a Tarantini &
Lavitola. Che manda al Parlamento italiano, a quello
europeo e al Consiglio regionale lombardo tre
fornitrici di mignotte. Che fa ribrezzo persino al
premier turco Erdogan, il quale rifiuta di incontrarlo
per motivi di igiene e decenza. Se poi uno non ne
avesse ancora abbastanza, apre il Giornale in una
pagina a caso. Vi troverà quelle che la Domenica del
Corr iere chiamava “Cartoline del pubblico”. Cioè
barzellette. Solo che quelle erano opera dei lettori,
queste le scrivono i giornalisti chiamandole
“ar ticoli”. Molto apprezzata l’intervista a Giuliano
Ferrara, noto frequentatore di se stesso, che si
dipinge assediato da “molti sostenitori, persone che
mi apprezzano e mi seguono”. Ma forse voleva dire
“inseguono”: infatti ha la scorta, nel timore che i fan
lo raggiungano. Poi dice: “Santoro non è stato
cacciato dalla Rai ma se n’è andato” (buona questa).
Poi rivela: “La mia curva di ascolti è in salita” ( i n fa t t i
partì dal 20,63% di share con 5,9 milioni di
telespettatori e chiuse al 18,13% con 4,2 milioni,
mettendone in fuga 1,7 in due mesi e mezzo). Poi
aggiunge: “Sono contro il conduttore unico” ( i n fa t t i
fa un programma da solo). Intanto quel burlone di
Feltri celebra le virtù amatorie del mandrillone: “Se
gli inquirenti vogliono accertare la media
settimanale delle scopate di Silvio, invece di perder
tempo a sbobinare migliaia di chiacchierate hard,
avessero fatto uno squillo a me. Forse esagerando,
avrei detto loro: 48... Gli andrologi sarebbero felici di
portarselo in giro per il mondo ed esibirlo, per
motivi di studio scientifico, ai congressi medici. Non
per curarlo, ma per svelare il segreto del suo alto
rendimento senza eguali nella storia dell’umanità”.
Eppure il 19 giugno 2009, per salvarlo dagli scandali
Noemi & D’Addario, lo stesso Feltri gli dava
dell’impotente su L i b e ro : “Il Cavaliere è accusato di
fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi a una
sfrenata attività sessuale... Fantasie. Frequento da
anni gli urologi. Questioni di prostata, data l’età... Se
hai un cancrone proprio lì, la prostata va eliminata
col tumore. E allora addio rapporti. Facendo strame
della privacy, affermo che Silvio nel ‘96 fu operato di
cancro alla prostata al San Raffaele... Non racconto
balle se dico buonanotte al sesso. Berlusconi ha 73
anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli
tranne uno: quello... Ma vi sono quotidiani che
hanno sprezzo del ridicolo, e insistono”. Tipo il suo
che, con sprezzo del ridicolo, insiste. Ora, avrà
ragione il Feltri-1 (B. impotente) o il Feltri-2 (B.
mandrillone)? Attende lumi, col fiato sospeso, un
plotone di madamine. Tante almeno quanti sono i fans
di Giuliano Ferrara.


Fonte: Marco Travaglio

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