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Calitri e la truffa dei braccialetti per Capossella


La maggior parte delle persone che sono state a Calitri, (Avellino), venute da tutta la Campania, dalla Puglia, dalla Basilicata, dal Lazio, da Varese e da altre parti d'Italia, lo scorso primo settembre non sapevano chi fosse San Canio, per il quale il cantautore Vinicio Capossela si è esibito nella piazza del paese di cui è suo padre. Il comitato Festa di San Canio ha organizzato il concerto di Capossela facendo pagare a tutti i partecipanti 10 euro. Tutti i presenti di buon grado hanno pagato 10 euro, ma purtroppo, il vero obiettivo del Comitato di San Canio era quello di truffare i partecipanti. Infatti, il concerto era completamente gratuito, tutti potevano assistere senza dover fare la fila all'ingresso e il Comitato festa ha semplicemente fatto in modo di incassare più soldi dal pubblico forestiero, facendo passare il pagamento dei 10 euro come un offerta a San Canio. Insomma i 10 euro sono stati fatti pagare a tre mila/ quattromila persone venute in anticipo a Calitri per prelevare i braccialetti per poter entrare nell'aerea del concerto e solo dopo tutti i partecipanti si sono accorti di essere stati truffati così su Facebook è stato aperto una pagina dedicata alla Truffa dei Braccialetti per il concerto di Vinicio Capossela a Calitri.
Con questa pagina l'obiettivo è quello di far partire una class action verso il comitato festa di San Canio di Calitri che ha realizzato una vera e propria truffa, ma quello che va sottolineato e che il paese di cui è originario Capossela ha fatto davvero una pessima figura. Intanto dalle pagine del quotidiano web il ciriaco il comitato festa si difende quasi alla maniera di Ponzio Pilato; " ci scusiamo nei confronti di quanto hanno registrato degli inconvenienti di carattere organizzativo e ci teniamo a precisare che la manifestazione, trattandosi di una festa padronale è fondata sulla contribuzione volontaria ed è gestita da un comitato festa senza scopo di lucro, basato esclusivamente sul volontariato". Come dire cornuti e mazziati!
Ovviamente le scuse non sono bastate ai giovani e meno giovani che da tutta Italia hanno raggiunto questo paesino quasi al confine con la Puglia, per essere raggirati da un Comitato Festa che attua come la peggiore banca finanziaria. Infatti tutti avrebbero pagato i 10 euro per il concerto, solo bastava essere chiari e non fare finta che ci sarebbe stato un ingresso solo per i paganti. In questo modo purtroppo si continuerà a dire che al Sud si fanno le truffe e che al Nord va fatto tutto secondo le regole. Purtroppo per Calitri stavolta si devono vergognare tutti i meridionali.

Comunicato stampa: In occasione del concerto di Vinicio Capossela tenutosi ieri sera a Calitri durante la festa patronale di San Canio, si è perpetrato un abuso verso le migliaia di persone che vi hanno preso parte.

Nello specifico dal comunicato del Comitato Festa si evinceva che per assistere allo spettacolo era “possibile” apportare un contributo (per sua natura spontaneo e non vincolante) per accedere ai dei contenuti c.d. “speciali” ovvero una lotteria ad estrazione. Contattando il comitato festa si è venuti a sapere che tale contributo era obbligatorio e di cifra fissa pari a 10 euro. Tramite questo pagamento si otteneva un braccialetto senza il quale, come è stato ripetuto più volte ai diretti interessati tramite mail, pagina facebook dell’evento ed sms, non si sarebbe potuto accedere alla piazza.

Innanzi tutto preme condannare tale ambiguità…in quanto il comitato chiede un contributo ma in pratica PRETENDE 10 EURO, le spiegazioni in merito a questa decisione e le domande poste dagli utenti sono andate inevase, il comitato ha censurato chi chiedeva spiegazioni in merito rispondendo che: “… o si acquistava il bracciale o si stava a casa…” [cit.]; ma vi è di più: Vinicio Capossela ieri ha “prestato “ la sua arte spinto solo dall’amore per la sua terra natia.

Va inoltre denunciato un ulteriore malcostume perpetrato: tale manifestazione è inquadrata come festa religiosa, di piazza..e la piazza è di chiunque, non di chi “è obbligato a versare un contributo”.

Concludendo… oltre al danno la beffa… perché poi in realtà l’accesso alla piazza era libero e gratuito e il bracciale ad altro non serviva se non all’estrazione di una lotteria finale. Alle lamentele il comitato ha risposto con il silenzio e con la cancellazione della pagina dell’evento, su cui, tra l’altro, erano vari messaggi che confermavano l’obbligatorietà dell’offerta e la necessità di acquistare il braccialetto.

Stamane è nata su facebook una pagina per raccogliere le testimonianze e l’indignazione di chi si sente truffato e ingannato!

Tale comportamento non solo sia immorale ma anche illegale e va denunciato. Spero che questa notizia possa avere la giusta diffusione, visto che ad essere truffate sono state più di 4000 persone.

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