
L’ euro unisce l’Europa, la tv che rappresenta il servizio pubblico divide. La televisione di Stato norvegese, NRK, in occasione della strage del nazista e integralista cristiano Anders Behring Brevik (76 morti e un centinaio di feriti), ha dimostrato, di fronte la tragedia, quale è il compito del servizio pubblico, senza lotte tra politici e tra giornalisti per poter andare in onda. Tutti al servizio del Paese. In Italia la tv di Stato, invece, mette in discussione Report, la trasmissione definita dai cittadini un esempio di servizio pubblico. Protezione legale sì, protezione no.
Finalmente, dopo mesi, si va al voto in cda: parità 4 a 4 (il consigliere Gorla, della maggioranza, da sempre uomo di televisione, per scelta decide di non partecipare al voto), in questi casi quello del presidente vale doppio. Finalmente arriva il via libera per il programma di
Milena Gabanelli. In Norvegia la tv di Stato ha un consiglio di amministrazione composto da 9 membri di cui ben 3 rappresentano i dipendenti dell’azienda, a garanzia dell’indipendenza
della tv dalla politica. Subito dopo la strage di Oslo mi ha scritto un caro amico, Marco Cattini, che vive in Norvegia da qualche anno. Mi ha raccontato che immediatamente la NRK, che ha tre
canali come la Rai (il primo è la di rete ammiraglia, la più vista del Paese, dedicata all’i n t ra t t e n i m e n t o , NRK2, informazione e cultura, mette in onda programmi d’approfondimento e documentari, il terzo canale si rivolge ai giovani con trasmissioni comiche e musicali e
ai bambini con spazi dedicati), dal momento della strage ha cominciato a trasmettere a reti unificate. Mentre i giornali italiani on line davano già per vera la pista islamica, i giornalisti di NRK dicevano: “È presto per dare una responsabilità precisa”, senza escludere nessuna
tra le piste possibili, senza “cannibalismo” alla rincorsa della madre disperata o dell’amica affranta. Le stesse immagini trasmesse erano selezionate: nessun cadavere è stato inquadrato. Tutto questo per 4 giorni, 24 ore su 24. Solo alla domenica sera (l’attentato si è svolto il venerdì pomeriggio), i canali 1 e 3 hanno cambiato programmazione, mentre il 2 ha continuato ad
informare, mettendo in onda vecchi film. Il fatto più interessante è avvenuto il sabato (il giorno dopo la strage) su NRK3. È stato realizzato un programma con un esperto che spiegava ai bambini ciò che era accaduto, che non dovevano aver paura, di aprirsi ai genitori. Un vero e proprio servizio pubblico è possibile... se lo si vuole.
Fonte: il fatto quotidiano
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