
Alla fine ha vinto l'elezioni politiche in Portogallo, il Partito Social democratico ( Psd) di Pedro Passos Coelho, con il 38,8% dei voti. Sono rimasti indietro, invece il Partito Socialista, del ex premier Jose Sòcrates, con il 28% e il Partito Popolare, tra i più conservatori con l'11,7%. Le forze della sinistra in Portagallo hanno ottenuto briciole, 7,9% per il Partito Comunista e 5,2 % per il Blocco sinistra.
I sondaggi delle scorse settimane davano ragione, a quello che effettivamente si è verificato, che il candidato social democratico ha vinto e ora a lui toccherà la parte più difficile del suo lavoro; far uscire il suo paese dalla crisi economica. Il Portogallo è l'ultimo paese sostenuto finanziariamente dalla "troika", il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione Europea. Per questo il nuovo Governo dispone di 78 milioni di euro, prestati dal Fmi, in più l'uscita dalla crisi in 4 anni, sotto lo stretto controllo dell'Europa, che invierà ogni tre mesi una commissione speciale per vigilare a "buona amministrazione dei fondi prestati". Nonostante la virata a destra del paese a destra, che segue la corrente di altri paesi Europei, come Germania, Francia, Regno Unido e Finlandia, il dato più sorprendente è stato l'alta astensione. Il 41% della popolazione con diritto di voto ha preferito mostrare il proprio discontento con la situazione politica ed economica non presentandosi alle urne. Altra notizia rilevante di questa giornata elettorale è la dimissione come leader del Partito Socialista del suo numero uno, Jose Socrates, dopo la definitiva sconfitta, sia del suo partito e soprattutto del suo progetto per risolvere la crisi economica.
Irene Yustres
Commenti
Posta un commento