
Sono strani giorni questi. Vedere dall’estero l’Italia soffocata da un dispotismo mediatico terrificante, e umiliata da un piccolo uomo che la tratta molto peggio delle sue prostitute( le quali almeno oltre al bunga bunga ricevevano gioielli e denaro), è per me molto triste. Non è bastata la disgustosa campagna elettorale condotta per le amministrative dal Pdl e Lega, improntata sulla solita paura dello straniero, sugli insulti, sulla demonizzazione dell’avversario, sul vecchio e ormai consunto spauracchio dei comunisti. No, non bastava, poiché si sa Mr Berlusconi è noto per superare di volta in volta sé stesso.
In vista del Referendum infatti , si assiste nuovamente a iniziative che farebbero impallidire qualsiasi altro Paese democratico. In primis il vergognoso incitamento al boicottaggio, asserendo la non importanza di uno degli strumenti più importanti della democrazia, o forse il più ragionevole, visto che chiama i cittadini tutti ad esprimersi direttamente su determinate leggi e dunque sul futuro del proprio Paese. E’ noto che al presidente del Consiglio, non inquieta minimamente il problema energetico o la privatizzazione dell’acqua. Quello che realmente fa tribolare il despotino di Arcore è il quesito sul legittimo impedimento, che lo porrebbe, in caso di vittoria del si, al pari di ogni cittadino italiano dinanzi alla legge, ed indebolirebbe la sua fragile e nauseante battaglia contro la presunta dittatura dei magistrati comunisti (tanto per usare argomenti nuovi).
Per fare in modo che non si raggiunga il quorum dunque, il premier ha pensato bene di usare per l’ennesima volta, tutti i mezzi a sua disposizione. Primo fra tutti, la televisione. Si assiste con sgomento alla mancanza di un’informazione televisiva chiara ed adeguata circa i quesiti, le modalità ed i giorni del referendum. Tutto ciò sulle reti pubbliche quanto ovviamente su quelle di sua proprietà, tanto che l’Agcom, autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha richiamato nuovamente la Rai (già sanzionata durante le amministrative per violazione della par condicio) a dar sufficiente spazio alla campagna referendaria. Di tutta risposta il tg1 di Minzolini, ha reagito come al solito egregiamente, sbagliando addirittura la data del referendum durante la messa in onda di sabato 4 giugno. A seguire il buon esempio si è prestata anche Rai2 nei giorni seguenti. Tanto per fare una cosa in grande. Dall’altra parte invece, grandi sforzi di diffusione delle tematiche referendarie tramite il web, iniziative sul territorio, promesse di concerti gratuiti, sconti e regali per chi va a votare. Anche molti artisti italiani si sono impegnati nella campagna di sensibilizzazione tramite foto, video, canzoni. Ricordiamo, tra i tanti, Adriano Celentano, Elio Germano, Corrado Guzzanti.
Comunque ancora una volta si ha l’impressione che la politica non giochi ad armi pari. Ancora una volta si cerca di disinformare ed ingannare i cittadini italiani tramite la televisione.
Come se non bastasse in questi giorni anche la notizia che la Rai, molto probabilmente, non rinnoverà i contratti della Gabanelli (Report), Dandini (Parla con me) Fazio (Che tempo che fa) e Santoro (Anno Zero), i quali rappresentano una voce fuori dal coro non prona alla volontà di Berlusconi che, come sappiamo, sarebbe lieto di cancellare ogni tipo di informazione sgradita , i cosiddetti programmi dai lui stesso definiti “micidiali”. L’unico che sembra resistere è il moderato e sorridente Floris (Ballarò). Ma allora è un controllo mediatico a tutti gli effetti o l’ennesima coincidenza? I difensori a spada tratta del premier opterebbero per la seconda opzione. Ma sarà difficile convincere gli italiani questa volta.
Sebbene Santoro, a mio avviso, non abbia la classe che caratterizzava Enzo Biagi o l’eleganza di Indro Montanelli, la sua trasmissione rappresenta quel pluralismo che il degrado del modello televisivo berlusconiano sta lentamente cancellando . Inoltre Anno Zero ha numerosissimi ascoltatori che sicuramente sceglieranno, in ogni caso, di seguire il programma su La7 (ove il contratto venga confermato e vada in porto, per il momento nulla è certo) rappresentando una perdita di ascolti per Rai 2 notevole. Notevole è stato, inoltre, il cattivo gusto della Santanchè, alta rappresentante di uno stereotipo di femminilità volgare e senza cervello, durante la scorsa puntata di Santoro (2 Giugno). Invece di affrontare un dibattito serio sul nucleare ha pensato bene di lanciare l’ennesima invettiva contro Anno Zero, definendolo un programma alla mercé di una parte politica. Anche se questa asserzione non stupisce affatto, pronunciata da una persona che durante numerosi vaniloqui(vedi recente accusa al magistrato Boccassini di essere una metastasi) ha dimostrato di non essere sicuramente una partigiana della democrazia. Sarebbe interessante chiederle invece cosa ne pensa di Vespa, Ferrara o del telegiornale di Emilio Fede. Forse risponderebbe alzando il dito medio. Come ha già fatto in passato. Anche ieri comunque, malgrado fosse l’ultima puntata di Santoro in Rai, abbiamo assistito al medesimo copione recitato questa volta da un accaldato Brunetta che accusava Santoro e Travaglio, ripetendo meccanicamente come una scheggia impazzita: “Faziosi, faziosi, faziosi”. Un disco rotto. E’ evidente che agli adepti del premier mancano proprio gli argomenti concreti per tener testa ad un sereno confronto, senza tuttavia insultare, interrompere e accusare gli interlocutori. Eppure il cavaliere avrebbe pur dovuto intuire che la stessa litania, il vittimismo esasperato, le stesse monotone accuse, tirate alle lunghe, stancano anche il più paziente e credulone dei popoli.
Di fronte a questo panorama decadente da fine impero, infatti, sembra che una nuova consapevolezza, che una forte volontà di cambiamento, si sia fatta largo tra gli Italiani. L’elezione di Pisapia sindaco a Milano come quella di De Magistris a Napoli, sono state lette come il primo passo verso una politica diversa, più gentile e decorosa sicuramente, e si spera anche più concreta e garantista.
Insomma i recenti avvenimenti vergognosi per la democrazia italiana sembrano l’ultimo estremo sforzo, l’ultimo arrogante abuso, del potere moribondo di un vecchio uomo che sta crollando. Le promesse non mantenute, le riforme non varate, l’immagine pubblica macchiata da accuse di corruzione, collusione con la mafia, prostituzione minorile, sembrano stiano contribuendo notevolmente a porre fine ad un impero di menzogne costruite artatamente dal 1994, storico anno della discesa in campo di Berlusconi.
Ora il temuto ed ostacolato Referendum fa molta paura, proprio perché potrebbe rappresentare la battuta finale dell’odissea di barzellette che ha caratterizzato quasi un ventennio di storia italiana.
L’impressione che arriva dall’estero è che in Italia, in questi giorni, si respira l’aria di un grande desiderio, riassunto da qualcuno nella frase: “Gli faremo un quorum così”, a cui io educatamente da giovane italiana in fuga risponderei: “Meglio tardi che mai”.
Gina Russo
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