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La violenza non fermerà la Spanish Revolution


Dopo due settimane di accampamento in Plaça Catalunya a Barcellona, ​​la polizia catalana, los mossos, sono intervenuti violentemente alle 7 del mattino. L'organizazione ha trasmesso in live attraverso le reti sociali, chiedendo alla gente di scendere in piazza. Nonostante il pacifismo imperturbabile del movimento, la carica della polizia è stata esagerata, come si può vedere nelle immagini offerte dai programmi che si sono trasferiti nella zona di ritrasmissione in diretta. Gli antisommossa, privi di targhette identificative, attaccavano le famiglie, giovani, anziani o disabili indiscriminatamente, usando manganelli e proiettili di gomma contro la resistenza. Come anticipato anche in Puerta del Sol di Madrid, durante la carica della polizia i campeggiatori si sono gettati a terra con le braccia alzate, insieme sotto i colpi della polizia, mentre inneggiavano "democracia no es" e "no estamos solos". Più di 300 persone sono state ferite e uno dei resistenti ha avuto bisogno di chirurgia d'urgenza essendo diagnosticato di gravità. Il coraggio dimostrato da queste persone ieri mattina merita la massima ammirazione. L'operazione poliziale, lanciata dal 'conseller' della Generalitat catalana Filipe Puig, aveva come scopo quello di prevedere la possibilità che domani il Barça vincerà la finale di Champions League e che tutti i tifosi che si riunirano a Plaza de Catalunya, dove tradizionalmente si festeggiano i titoli, potendo causare disordini e disturbi nell'invadere l'accampamento. Tuttavia, la scusa ufficiale non sembra convincente, dal momento che proprio come nella Puerta del Sol, nel accampamento a Barcellona c'è una Commissione di Rispetto incaricata di prevedere eventuali divergenze con gli altri citadini e lavorare per soluzioni, incoraggiare i partecipanti favoriscano la cirolazione tra le vie di communicazione, non commettere atti che potrebbero compromettere gli altri e persino entrare in contatto e collaborazione con i commercianti della zona del campo affinchè la situazione non abbia conseguenze per nessuno. La polizia avrebbe potuto stabilire contatti con l'organizzazione del accampamento per coordinare le azioni di fronte al post-match, però, hanno usato la forza contro persone che non opposero resistenza, hanno smantellato molte delle strutture costruite e oggetti sono stati sequestrati ai campeggiatori. Ma tutto è stato per niente. Dopo la partenza delle forze di polizia della piazza a 13 ore, i cittadini sono tornati ad affolare la piazza stringendo fiori tra le mani e hanno iniziato a ricostruire le strutture. La immediata dimissioni del Consigliere Puig è stata chiesta da tutte le concentrazioni. La resistenza pacifica di ieri mattina non è stata altro che una vittoria per il movimento, che aggiunge velocemente nuove città e partecipanti in tutta l'Europa, creando la confusione della classe politica. Nel frattempo, nel accampamento di Puerta del Sol aumenta la produttività, distinguendosi sottogruppi che si occupano di temi specifici dentro ciascuna delle commissioni. Nell'assemblea generale il caos di suggerimenti e proposte della prima settimana comincia a tirare fuori linee di dibattito molto concrete. Le strade sono piene di cerchi di persone che discutono su temi caldi della politica nazionale e studiano misure di riforme possibili. Aumenta il numero delle attività nel accampamento e aumenta il pubblico durante le riunioni generali ogni sera alle 20 ore. In questi giorni la politica, intesa nel senso originale greco, si estende su le città rinnascenti. Non dovremmo andarcene mai più.
Carmelo Diaz

Commenti

  1. Grazie Carmelo per il tuo intervento, e complimenti per l'italiano...qui in Italia ancora non abbiamo capito bene cosa accade lì e abbiamo paura che tutto finisca lasciando la spagna nelle mani delle destre che hanno vinto e vinceranno ancora. Te cosa ne pensi a riguardo?

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  2. Spero il testo si possa capire bene.

    Tutto questo movimento non va contro la destra, ma contro il sistema. E questo non vuol dire che si vuole uccidere qualqu'uno, ma che la politica attuale non serve a niente. Nessun partito. Non servono più allo stato e non servono più al citadino. Si vuol soltanto far capire che ci siamo ancora, che siamo pure vivi, che non siamo bestiame e che inoltre il suo lavoro ci fa vergognare. Non importa cosa vuole ognuno nel futuro, quello importante è mostrare che non siamo disposti a permettere la corruzione, la mancanza etica e la promozione di disuguaglianza alla quale è associata la classe politica attuale. Dopo tutto quello che si dovrà decidere sarà in modo puramente democratico, come si fa nelle piazze, è tutta l'informazione dello stato sarà disponibile per tutti. Si domanda quello, e abbiamo decisso che tutto il resto ci indigna. Non è bello essere un indignato, ma siamo fieri. Ora si sta organizando una manifestazione in tutto il mondo il 15 ottobre, manca conferma, ma vi invito a diffonderla quando sarà ufficiale.

    Abbracci forti.

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