
Continua la terza settimana di accampamento nella Puerta del Sol. Nonostante la pioggia, la minaccia della polizia, le divergenze interne e le presioni politche e mediatiche gli indignati hanno deciso di restare ancora nel cuore di Madrid.
La settimana scorsa è stato proiettato a Sol Miracolo a Milano, il film di Vittorio de Sica dove un gruppo di persone ai margini della società, riescono a creare una microcittà parallela dove vivere di forma diversa e condividere rapporti. Qualcosa del genere è successa a Madrid, ma c'è dell'altro, infatti si è recuperato uno spazio di protesta per i cittadini, in tutta la Spagna, un seme che finalmente è germogliato.
Gli sforzi di tutti per formare questo spazio sono stati grandi a livello di infrastrutture, alimentazione, pulizia e di intrattenimento (è una rivoluzione seria, perciò è meglio affrontarla con un sorriso), soprattuto perche gli indignati hano dovuto alternare questi giorni con gli impegni di lavoro e studio e famiglia; sono stati giorni in cui si è dormito poco e sognare sempre!
Ma il fatto singolare di questo movimento è senza dubbio il suo carattere assembleare. La piazza di Sol è diventata uno spazio per il dibattito e la circolazione libera dell'opinioni e idee. Tutti possono esprimere le proprie idee e si deve raggiungere sempre un consenso per poter prendere decisioni a qualsiasi livello. È per quello che si avanza cosi piano nelle esigenze e richieste del movimento 15M, “non è che andiamo lenti è che andiamo lontano” ha dichiarato uno dei participanti durante l'assemblea Generale di Sol.
Malgardo l`illusione di tutti e l`impatto mondiale, la stanchezza generale ha fatto sorgere l`idea di abbandonare oppure ridurre l'accampamento, ma il successo delle assamblee dei quartieri e paesi, a Madrid e in tutta la Spagna, insieme ai messaggi d`appoggio di altri accampamenti come Barcellona, Valencia o Parigi hanno dato una carica di forza e responsabilità agli indignati per rimanere ancora a Sol. Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, presente nelle piazze di Madrid e Barcellona, ha detto “la cosa importante è che il movimento sia infinito mentre ci sia”, per ora è ancora infinito e ogni volta più presente nelle diverse città europee. E ora si cercherò di organizzare una giornata degli indignati in tutto il mondo ad ottobre.
Juan Cañadas
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