Se addirittura Schifani, rimane "esterefatto", vuol dire che l'hanno fatta proprio grossa. Quattro senatori del Pdl e uno del Fli, il partito di Fini volevano annullare la legge sul reato di apologia del fascismo. In questa Italia di oggi ci mancava solo questo. L'articolo è tratto da Brescia Point
Un gruppo di senatori di destra ha presentato un disegno di legge per l'abolizione del divieto di ricostituire il partito fascista, previsto dalla XII norma transitoria e finale della Costituzione. L'iniziativa è partita da 5 senatori di destra (Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bornacin, Achille Totaro del Pdl e Egidio Digilio di Fli), che hanno presentato il ddl al Senato, lo scorso 29 marzo. "Trovo molto grave e offensivo per la storia del Paese e della Repubblica e per la nostra democrazia che il Pdl voglia abolire, attraverso un disegno di legge, il reato di apologia del fascismo", ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo al Senato del Partito Democratico. Anche il presidente del senato, Renato Schifani, si è detto "esterrefatto". "Ci mancava solo il disegno di legge per l’abrogazione del reato di apologia del fascismo”, ha esclamato il capogruppo dell’Italia dei Valori Pancho Pardi. Per il portavoce nazionale dell'Udc Antonio De Poli si tratta di "una proposta di legge vergognosa”. L'Italia ha vissuto sotto il Fascismo dal 1922 al 1945. Il movimento fascista fu fondato nel 1919 da Benito Mussolini e divenne prima partito e poi regime. Dopo la Resistenza e la fine della Seconda guerra mondiale, nella Costituzione venne introdotta la norma che vieta "sotto qualsiasi forma, la riorganizzazione del disciolto partito fascista".
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