Mentre il popolo Islandese ha votato no al referendum, sulla scelta di pagare o meno i debiti con gli altri paesi, il Portogallo ha già richiesto aiuto all'Unione europea, come ci racconte da Lisbona Irene Yustres.
Il Portogallo è già il terzo paese che si arrende alla Crisi Economica e che chiede aiuti economici all'Unione Europea. Dopo Grecia e Irlanda, vari rappresentanti tecnici dell'Unione Europea, del fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea sono arrivati questa settimana a Lisbona per discutere su come sostenere il Portogallo.
Una delegazione formata da dieci persone, guidate dal tedesco Jurgen Krger, si è rinuita lo scorso lunedì con le alte sfere del Banco del Portogallo, con il Direttore Carlos Costa, per analizzare la vera situazione macroeconomica del paese. E poi i rappresentanti dell'Unione Europea visiteranno anche il Ministro dell'economia Fernando Teixeira dos Sants e ai responsabili dei sindacati, delle imprese e delle banche.
Al momento, il vedertto del Fmi, è stato lontano dall'essere positivo, perchè ha previsto che il Portogallo sarà l'unico paese della zona euro che si incontra ancora in recessione nel 2012, al di sotto degli altri paesi che hanno chiesto aiuto come Grecie e Irlanda. Il Pil del paese lusitano, quest'anno soffrirà perdite del 1,5 %, e già si prevede un'altra caduta dello 0,5 % nel prossimo quadrimestre. In quanto alla disoccupazione, i dati lasciano poca speranza, perchè si ritiene che il tasso di non impiegati girerà attorno al 12 %. Solo Spagna, Grecia e Irlando avranno questa tassa di disccocupazione peggiore. Il piano di aiuti al Portogallo consiste in 80.000 milioni di euro distribuiti in tre anni. E a cambio, il Portogallo si compromettre a realizzare dure riforme che si agrappano a tre punti basici: nuove tasse per garantire la sostenibilità del bilancio; riforme strutturali per spingere la crescita economica e la competività impresariale e misure per recuperare il sistema finanziario portoghese. La crisi economica, sta spingendo il Portogallo alla peggiore crisi dei suoi 50 anni di Repubblica.
Dopo che il primo ministro Jose Sòcrates, ha presentato le sue dimisioni ufficiali al Presidente della Repubblica Cavaco Silva, non vedendosi in grado di Governare in un ambiente di crisi e sfiducia, sono state convocate le elezioni anticipate in programma il 5 giugno. Da quel giorno inizieranno le politiche d'aiuto economico e intanto la Ue e il Fmi, incontereranno Pedro Passos Coelho, del Psd ( Partito social Democratico), per certificare il totale appoggio della Commissione Europea. Paradossalmente, a principio di giugno i potoghesi avranno un'altra possibilità per eleggere un nuovo parlamento e un nuovo Governo, però non saranno loro a risolvere i problemi del paese, già che da oggi per i prossimi tre anni gli ordini verranno dati da Bruxelles. A guadagnarci da questa crisi sono banche i paesi dell'unione Europea come Germania che ricaveranno maggiori tassi d'interesse dal prestito, mentre i cittadini portoghesi, durante questi anni dovranno pagare le colpe dei politici che li hanno governati in questi anni e anche le speculazioni dell'agenzie di raiting, che sono Americane e che premono per un euro meno forte.
Irene Yustres
Il Portogallo è già il terzo paese che si arrende alla Crisi Economica e che chiede aiuti economici all'Unione Europea. Dopo Grecia e Irlanda, vari rappresentanti tecnici dell'Unione Europea, del fondo Monetario Internazionale e della Banca Centrale Europea sono arrivati questa settimana a Lisbona per discutere su come sostenere il Portogallo.
Una delegazione formata da dieci persone, guidate dal tedesco Jurgen Krger, si è rinuita lo scorso lunedì con le alte sfere del Banco del Portogallo, con il Direttore Carlos Costa, per analizzare la vera situazione macroeconomica del paese. E poi i rappresentanti dell'Unione Europea visiteranno anche il Ministro dell'economia Fernando Teixeira dos Sants e ai responsabili dei sindacati, delle imprese e delle banche.
Al momento, il vedertto del Fmi, è stato lontano dall'essere positivo, perchè ha previsto che il Portogallo sarà l'unico paese della zona euro che si incontra ancora in recessione nel 2012, al di sotto degli altri paesi che hanno chiesto aiuto come Grecie e Irlanda. Il Pil del paese lusitano, quest'anno soffrirà perdite del 1,5 %, e già si prevede un'altra caduta dello 0,5 % nel prossimo quadrimestre. In quanto alla disoccupazione, i dati lasciano poca speranza, perchè si ritiene che il tasso di non impiegati girerà attorno al 12 %. Solo Spagna, Grecia e Irlando avranno questa tassa di disccocupazione peggiore. Il piano di aiuti al Portogallo consiste in 80.000 milioni di euro distribuiti in tre anni. E a cambio, il Portogallo si compromettre a realizzare dure riforme che si agrappano a tre punti basici: nuove tasse per garantire la sostenibilità del bilancio; riforme strutturali per spingere la crescita economica e la competività impresariale e misure per recuperare il sistema finanziario portoghese. La crisi economica, sta spingendo il Portogallo alla peggiore crisi dei suoi 50 anni di Repubblica.
Dopo che il primo ministro Jose Sòcrates, ha presentato le sue dimisioni ufficiali al Presidente della Repubblica Cavaco Silva, non vedendosi in grado di Governare in un ambiente di crisi e sfiducia, sono state convocate le elezioni anticipate in programma il 5 giugno. Da quel giorno inizieranno le politiche d'aiuto economico e intanto la Ue e il Fmi, incontereranno Pedro Passos Coelho, del Psd ( Partito social Democratico), per certificare il totale appoggio della Commissione Europea. Paradossalmente, a principio di giugno i potoghesi avranno un'altra possibilità per eleggere un nuovo parlamento e un nuovo Governo, però non saranno loro a risolvere i problemi del paese, già che da oggi per i prossimi tre anni gli ordini verranno dati da Bruxelles. A guadagnarci da questa crisi sono banche i paesi dell'unione Europea come Germania che ricaveranno maggiori tassi d'interesse dal prestito, mentre i cittadini portoghesi, durante questi anni dovranno pagare le colpe dei politici che li hanno governati in questi anni e anche le speculazioni dell'agenzie di raiting, che sono Americane e che premono per un euro meno forte.
Irene Yustres

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