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Il film sui precari


L'ITALIA del 2050? Spenta, assuefatta. Imbarbarita dal dominio della televisione, braccio tecnologico del potere. Con le televendite che non propongono solo materassi e batterie di pentole, ma anche, e soprattutto, adozioni di precari a distanza. E dove il Ministero Smaltimento Precari è uno dei dicasteri più ambiti dai politici di turno. Fantascienza? Chissà. C'è che a vedere La Ballata dei Precari, film collettivo e autofinanziato da giovani registi, sceneggiatori e attori - precari, ovviamente - tutto questo sembra a un passo dal realizzarsi. Un'ora e un quarto di pura commedia all'italiana. Divertente e amara, surreale e del tutto calata nei problemi dell'Italia di oggi. Un lungo piano sequenza su teoria e prassi della precarietà. Per raccontare il mondo alla rovescia dei trentenni del 2011.
Tutto parte quando Silvia Lombardo, sociologa, Tiziana Capocaccia, psicologa e Giordano Cioccolini, architetto-barman, decidono di girare un cortometraggio per raccontare "l'avanzata del precariato, la svalutazione continua delle nostre capacità", dice la sociologa. Dopo un paio d'anni e "tante collette per girare, pagarci l'assicurazione, mangiare" ecco La Ballata dei Precari. Sei episodi. Sei spezzoni che sublimano altrettanti aspetti della vita quotidiana di un precario. Scrivono:Si parte con Masterizzati. Ovvero con la "formazione coatta". E' la storia di Ilenia, 30 anni, laureata con il massimo dei voti e iper-specializzata. E che, da un giorno all'altro, si trova inghiottita nel vortice dei master. Ne fa uno dopo l'altro, a ripetizione. Anche di nascosto. Diventano una droga. Lei cerca di sminuire la cosa: "I master? Posso smettere quando voglio". Ma non c'è niente da fare, la situazione precipita. E i genitori sono costretti a iscriverla al progetto "Mar", un protocollo sperimentale per curare la "Masterizzazione acuta recidiva" attraverso una regressione guidata alla propria infanzia.

Poi StRagisti. Sotto la videocamera finisce il mondo parallelo degli stage. Il protagonista è Mauro, giovane dal futuro brillante, o almeno così si spera. Ma all'ennesimo stage, ecco materializzarsi l'incubo: la fotocopiatrice. Una vera e propria maledizione, di cui Mauro non riesce a liberarsi. E che lo porta, lentamente, alla pazzia. E così, un bel giorno, gli appare la sua coscienza. Che lo invita a fare piazza pulita dei suoi superiori. Il giovane stagista prende in ostaggio il suo capo. La tensione cresce, il momento clou si avvicina. Fino a quando Mauro non incontra la sua nuova coscienza, "Perché, non lo sapevi? Anche la coscienza è interinale".

Nell'episodio Ninna Nanna Ninna No! c'è il cameo di Geppi Cucciari. "Le abbiamo inviato una mail e dopo qualche giorno stavamo girando insieme", dice Silvia Lombardo. Il tema è quello della maternità nel bel mezzo di un contratto co. co. co. Ma nessun problema: una ginecologa ha inventato una cintura salvalavoro, grazie alla quale è possibile ritardare il parto fino a un contratto più stabile. Risultato? Gravidanze che arrivano a 42 mesi. Poi Opera-i, un musical realizzato con arie d'opera, "perché non avevamo neanche un euro per pagare i diritti di qualsiasi altra canzone". E' il momento più surreale della Ballata dei Precari, tra clown, call center spettrali e incubi pre laurea. Poi L'ammortizzatore. Ovvero: i genitori come unico ammortizzatore sociale. Fino a quando non decidono che è arrivato il momento che il loro figlio cresca...

"Stiamo ultimando il montaggio e lavorando alle ultime cose", conclude Silvia Lombardo. "Il film sarà pronto per la fine di luglio. E per chi vuole, sul nostro sito 2 abbiamo caricato tanti spezzoni e foto di scena". Tantissimi gli attori e i tecnici che hanno partecipato, più di 150 persone. "Tutte gratis". Tra i protagonisti: Roberta Garzia, la Gaia di "Camera Café", Francesca Faiella, ora al cinema con "Se sei così, ti dico sì", Marco Cortesi, interprete di "Il siero della vanità" di Alex Infascelli e Guendalina Tambellini.
Fonte: la Repubblica

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