
Saverio Romano potrebbe andare all’Agricoltura. Anche se su di lui c’è un’indagine in corso. Per mafia
Saverio Romano potrebbe essere nominato oggi ministro dell’Agricoltura. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe infatti salire oggi al Quirinale per sottoporre la nomina all’attenzione del Capo dello Stato. E’ quanto apprende l’Ansa in ambienti della maggioranza.
L’ALTOLA’ - Questa operazione comporterebbe un ‘minirimpasto’ con il possibile spostamento di Giancarlo Galan dall’Agricoltura ai Beni culturali e le dimissioni di Sandro Bondi. Anche se Napolitano non ci sta, come scrive il Corriere:
Stando alle indiscrezioni che circolano in Procura, il Quirinale avrebbe chiesto notizie sulle vicende giudiziarie dell’aspirante ministro all’Agricoltura. Ma Saverio Romano si interroga: «È credibile che per ogni ministro il Quirinale chieda informazioni alle varie procure?». Per il leader del Pid «è invece in atto un’operazione di sciacallaggio che cerca di tirare dentro anche il capo dello Stato». Insomma, è convinto che al Quirinale siano arrivati «veleni e indiscrezioni» per tentare di stoppare la sua corsa a ministro. Qualunque sia il retroscena resta il fatto che Romano ha ancora una partita aperta con la giustizia. Il gip Giuliano Castiglia non ha accolto la richiesta di archiviazione nell’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa. Il primo aprile ci sarà una nuova udienza che potrebbe chiudersi con l’archiviazione o un supplemento di indagine. Tutto nasce dalle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella
INDAGATO PER MAFIA – Nel 2003 Romano. è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Accusa poi archiviata nel 2005. Nel 2009 Massimo Ciancimino lo accuserà di avergli pagato tangenti per 100 mila euro. Sarà per questo iscritto nel registro degli indagati della Dda di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini. Scrive ancora il Corriere:
Tutto nasce dalle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella per il quale Romano sarebbe «persona a disposizione» che avrebbe goduto del sostegno elettorale dei capimafia di Villabate Nicola e Nino Mandalà. La richiesta di archiviazione del pm Di Matteo, pur dilungandosi sulle presunte frequentazioni del parlamentare, ravvisa che «non ci sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio». Secondo Romano «il gip non è un passacarte ed è giusto che faccia le sue valutazioni».
Saverio Romano potrebbe essere nominato oggi ministro dell’Agricoltura. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe infatti salire oggi al Quirinale per sottoporre la nomina all’attenzione del Capo dello Stato. E’ quanto apprende l’Ansa in ambienti della maggioranza.
L’ALTOLA’ - Questa operazione comporterebbe un ‘minirimpasto’ con il possibile spostamento di Giancarlo Galan dall’Agricoltura ai Beni culturali e le dimissioni di Sandro Bondi. Anche se Napolitano non ci sta, come scrive il Corriere:
Stando alle indiscrezioni che circolano in Procura, il Quirinale avrebbe chiesto notizie sulle vicende giudiziarie dell’aspirante ministro all’Agricoltura. Ma Saverio Romano si interroga: «È credibile che per ogni ministro il Quirinale chieda informazioni alle varie procure?». Per il leader del Pid «è invece in atto un’operazione di sciacallaggio che cerca di tirare dentro anche il capo dello Stato». Insomma, è convinto che al Quirinale siano arrivati «veleni e indiscrezioni» per tentare di stoppare la sua corsa a ministro. Qualunque sia il retroscena resta il fatto che Romano ha ancora una partita aperta con la giustizia. Il gip Giuliano Castiglia non ha accolto la richiesta di archiviazione nell’inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa. Il primo aprile ci sarà una nuova udienza che potrebbe chiudersi con l’archiviazione o un supplemento di indagine. Tutto nasce dalle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella
INDAGATO PER MAFIA – Nel 2003 Romano. è stato indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Accusa poi archiviata nel 2005. Nel 2009 Massimo Ciancimino lo accuserà di avergli pagato tangenti per 100 mila euro. Sarà per questo iscritto nel registro degli indagati della Dda di Palermo per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme ai politici dell’Udc Totò Cuffaro e Salvatore Cintola e del Pdl Carlo Vizzini. Scrive ancora il Corriere:
Tutto nasce dalle dichiarazioni del pentito Francesco Campanella per il quale Romano sarebbe «persona a disposizione» che avrebbe goduto del sostegno elettorale dei capimafia di Villabate Nicola e Nino Mandalà. La richiesta di archiviazione del pm Di Matteo, pur dilungandosi sulle presunte frequentazioni del parlamentare, ravvisa che «non ci sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio». Secondo Romano «il gip non è un passacarte ed è giusto che faccia le sue valutazioni».
Fonte: Giornalettismo
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