Oggi 9 marzo, alle ore 21.00 presso il Rising Love in via dellle Conce 14 di Roma, si terrà una "Notte" di lotta alle mafie, ricordandone le vittime e supportando tutte quelle persone che si battono quotidianamente con impegno nella difficile e sacrosanta battaglia contro la criminalità organizzata. Si tratta del quarto appuntamento delle "Notti contro le mafie, parola ai giovani", che stavolta s'inserisce nel più grande percorso dei "Cento Passi verso il 21 Marzo" http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4176 .La serata sarà ricca di filmati, interventi e letture di testi, tra cui "Dimenticati. Vittime della 'Ndrangheta" a cura di Danilo Chirico e Alessio Magro.Saranno raccolte le firme per la campagna "corrotti" di Libera http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3915 e ci sarà la possibilità di dare la propria adesione ai pullman diretti a Potenza per la XVI Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.Conduce la serata Francesca Fornario (l'Unità) e interviene Tonio Dell'Olio (Responsabile Libera International).L'iniziativa è organizzata in collaborazione con Libera, daSud onlus, Gioventù Attiva, Agende Rosse, comitato aquilano 3:32 (che sarà presente con un banchetto di raccolta firme www.anno1.org) e Rete Viola www.reteviola.org.
Il 12 febbraio è iniziato presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia il processo contro alcuni militari latinoamericani che durante gli anni ‘70 hanno partecipato all’ Operazione Condor . La maggior parte degli imputati sono già stati processati e condannati in altri paesi, quindi l’udienza è più un risarcimento che una vera ricerca della verità. Operazione Condor La somiglianza tra le dittature militari che hanno dominato il Sud America durante gli anni '60 e '70 è atroce. Guidati dal sanguinoso filo conduttore dell'Operazione Condor e grazie alle tecniche d’oppressione più spietate, sono state capaci di annullare qualsiasi dissenso politico o ideologico. Dare una stima delle persone che sono state giustiziate o torturate sarebbe tanto inesatto quanto terrificante. È difficile camminare dentro il carcere di Rebibbia e non pensare di essere dentro un fumetto di Zerocalcare. Ma questa mattina, mentre passeggio per questa felice isola...
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