Shino Saitoh, giapponese di Utsunomiya a 100km da Tokio. studentessa di economia si trova a Madrid per studiare presso l'Università Complutense. A Nodo In Gola racconta la sua esperienza vista da lontano con il terremoto che ha colpito duramente il Giappone;
Mi trovo a Madrid dallo scorso settembre, per studiare economia e spagnolo presso l'Università Complutense.
Questa mattina mi sono svegliata alle 7 e come al solito faccio sempre le stesse cose prima di andare a lezione.
Mi preparo per uscire, faccio colazione e mi sono anche collegata al mio twitter, ma chattando, sono rimasta sorpresa.
Molti mie contatti su Twitter avevano scritto: " non posso tornare a casa", "sono nel treno da due ore e ancora non so se riparte", "il terremoto ha abbattuto la mia casa", " non riesco a chiamare a casa" etc. Ero preoccupatissima!Questa mattina mi sono svegliata alle 7 e come al solito faccio sempre le stesse cose prima di andare a lezione.
Mi preparo per uscire, faccio colazione e mi sono anche collegata al mio twitter, ma chattando, sono rimasta sorpresa.
Così ho chiamato immediadamente a casa mia, ma non c'era linea e ho provato a chiamare il posto di lavoro dei miei genitori, ma nessun segnale e infine ,nemmeno il cellulare dei miei fratelli dava segni di vita.
Alla fine, dopo ulteriori chiamate senza esito, ho ricevuto una telefonata da mia sorella che mi ha chiamato su Skipe e mi ha detto che tutta la mia famiglia stava bene e così mi sono sentita sollevata.
Dopo aver parlato con lei, mi ha chiamato anche mia madre, attraverso skipe e poi mi padre e mio fratello. Nel mio paese il terremoto aveva raggiunto il livello sei della scala Richter, e considerando che in Giappone la scala va da 0 a 7, la scossa era stata davvero forte e io non ho mai vissuto un esperienza simile.
Uno dei miei amici mi ha raccontato che quando il terremoto ha colpito il Giappone, si trovava in biblioteca e vedeva che tutti i libri cadevano e ancora non riesce a tornare a casa, altri mi hanno raccontato che sono a casa senza gas, acqua e luce. Come i miei amici sono migliaia, le persone che in queste ore sono vive e stanno soffrendo e per questo le autorità giapponesi hanno permesso che università, alberghi e altri edifici, rimangano aperti, per aiutare la popolazione, affinchè possano trovare tutti i confort all'interno di questi edifici. Inoltre, immagino la paura provata dalle persone che vivono lungo le zone costiere per lo tsunami. Posso solo sperare che la situazione migliori. Da lontano è davvero pensare alla propria famiglia e al proprio paese e non poter fare nulla.
Alla fine, dopo ulteriori chiamate senza esito, ho ricevuto una telefonata da mia sorella che mi ha chiamato su Skipe e mi ha detto che tutta la mia famiglia stava bene e così mi sono sentita sollevata.
Dopo aver parlato con lei, mi ha chiamato anche mia madre, attraverso skipe e poi mi padre e mio fratello. Nel mio paese il terremoto aveva raggiunto il livello sei della scala Richter, e considerando che in Giappone la scala va da 0 a 7, la scossa era stata davvero forte e io non ho mai vissuto un esperienza simile.
Uno dei miei amici mi ha raccontato che quando il terremoto ha colpito il Giappone, si trovava in biblioteca e vedeva che tutti i libri cadevano e ancora non riesce a tornare a casa, altri mi hanno raccontato che sono a casa senza gas, acqua e luce. Come i miei amici sono migliaia, le persone che in queste ore sono vive e stanno soffrendo e per questo le autorità giapponesi hanno permesso che università, alberghi e altri edifici, rimangano aperti, per aiutare la popolazione, affinchè possano trovare tutti i confort all'interno di questi edifici. Inoltre, immagino la paura provata dalle persone che vivono lungo le zone costiere per lo tsunami. Posso solo sperare che la situazione migliori. Da lontano è davvero pensare alla propria famiglia e al proprio paese e non poter fare nulla.
Shino Saitoh

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