
La polizza auto è una tassa e una voce di costo che pesa sul bilancio familiare, un’uscita onerosa che non è prossima alla riduzione, in quanto le Compagnie, non essendo associazioni benefiche, hanno una costante necessità di avere le riserve finalizzate alla liquidazione dei sinistri. Un circolo vizioso, in cui all’aumentare degli incidenti corrisponde inevitabilmente l’aumento dei premi da pagare.
Ma cosa ancora più preoccupante è l’abbandono del Meridione: negli ultimi mesi molti clienti hanno ricevuto una lettera di disdetta del contratto da parte delle Compagnie perché la sinistrosità di alcune regioni rende insostenibile la gestione di un portafoglio assicurativo.
E in ultimo abbiamo il fenomeno dilagante delle frodi ai danni delle Compagnie, quasi legittimate dall’aura dei professionisti del settore: rubare a un ladro non è reato.
E’ finalmente possibile mettere nero su bianco il proprio “BASTA” all’aumento delle tariffe RCAuto grazie alla petizione popolare promossa dal Sindacato Nazionale Agenti.
Ecco alcuni punti che lo SNA sottopone all’attenzione dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA)
aumento dei premi assicurativi
stop alle frodi assicurative
chiusura delle Compagnie nel Sud Italia
Una precisazione è doverosa: cosa intendiamo per “frodi assicurative”? Subito visualizziamo l’immagine di un omino che, armato di motorino o auto da rottamare, offre servigi a chi ha già un’ammaccatura sulla carrozzeria: facciamo finta che abbiamo fatto un incidente e mi dai una parte della liquidazione. Giusto, ma non solo. Alzi la mano chi non ha mai conosciuto qualcuno che, portando la macchina dal carrozziere per riparare i danni dovuti a un incidente, non gli abbia chiesto di sistemare anche una piccola ammaccatura risalente a quattro mesi prima. Questa è frode assicurativa. Alzi la mano chi non ha mai conosciuto una persona coinvolta in un lieve incidente durante il quale i veicoli non hanno riportato altro che graffi impercettibili, che di sera raccontava sana e serena ad amici e parenti l’accaduto e il giorno dopo si è presentata in pubblico col collare cervicale perché di notte ha avuto l’illuminazione di poter spillare agli assicuratori qualche soldino in più col famoso colpo di frusta. Questa è frode assicurativa.
E parliamo solo dell’RCAuto! Non pensiamo neanche alle polizze abitazione: quanti hanno preso spunto da un fenomeno elettrico che ha bruciato il telefono per rinnovare il televisore datato e comprare un nuovo modello con decoder incorporato? E, per le polizze infortuni e malattie, quanti pollici finiti sotto un martello mentre si appendeva un quadro si sono trasformati in ferita lacero-contusa con 30 giorni di prognosi o invalidità permanente?
Senza considerare che l’Italia è il paese con la percentuale più alta di danni alla persona negli incidenti stradali. Un’auto in manovra nel parcheggio di un supermercato urta un altro veicolo e i trasportati di entrambi si presentano al Pronto Soccorso del vicino ospedale indovinate con quali sintomi? Sarà un caso che l’inesistenza del trauma cervicale sia difficile da dimostrare.
E chi paga?
L’osservazione più frequente davanti al banco della propria agenzia di assicurazione è “ma se io non ho mai fatto incidenti perché mi aumenta la polizza?”. Perché l’assicurazione è fondata sul principio di mutualità: più persone versano dei soldi in un unico fondo per indennizzare le perdite di uno o più soggetti. La tariffa varia in base alla zona di residenza ma per evitare che un cittadino di Napoli paghi 8000 euro di polizza assicurativa (a prescindere dalla sua condotta) e uno della provincia di Bergamo ne paghi 100, si “spalma” la tariffa, mantenendo comunque il parametro territoriale per la definizione della stessa.
Il problema è che i 20 euro dell’ammaccatura che l’omino di prima ha fatto rientrare nell’indennizzo dell’incidente stradale reale li pagano tutti i cittadini. Un po’ come la storia del battito d’ali di farfalla che genera uno tsunami dall’altra parte del mondo.
Purtroppo il sistema assicurativo è basato sulla solidarietà e la soluzione non è boicottarlo circolando con contrassegni falsi o cercando la Compagnia a buon mercato che fra 6 mesi avrà tolto anche le sedie dalla sua sede e si sarà data alla macchia. Questa è un’altra scelta di pochi che pagano i più.
L’unica soluzione, in attesa che cambino le politiche delle Compagnie, è di contribuire contrastando le piccole frodi quotidiane e astenendosi dal fare i furbi. E firmare la petizione, che male non fa.
Ma cosa ancora più preoccupante è l’abbandono del Meridione: negli ultimi mesi molti clienti hanno ricevuto una lettera di disdetta del contratto da parte delle Compagnie perché la sinistrosità di alcune regioni rende insostenibile la gestione di un portafoglio assicurativo.
E in ultimo abbiamo il fenomeno dilagante delle frodi ai danni delle Compagnie, quasi legittimate dall’aura dei professionisti del settore: rubare a un ladro non è reato.
E’ finalmente possibile mettere nero su bianco il proprio “BASTA” all’aumento delle tariffe RCAuto grazie alla petizione popolare promossa dal Sindacato Nazionale Agenti.
Ecco alcuni punti che lo SNA sottopone all’attenzione dell’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (ANIA)
aumento dei premi assicurativi
stop alle frodi assicurative
chiusura delle Compagnie nel Sud Italia
Una precisazione è doverosa: cosa intendiamo per “frodi assicurative”? Subito visualizziamo l’immagine di un omino che, armato di motorino o auto da rottamare, offre servigi a chi ha già un’ammaccatura sulla carrozzeria: facciamo finta che abbiamo fatto un incidente e mi dai una parte della liquidazione. Giusto, ma non solo. Alzi la mano chi non ha mai conosciuto qualcuno che, portando la macchina dal carrozziere per riparare i danni dovuti a un incidente, non gli abbia chiesto di sistemare anche una piccola ammaccatura risalente a quattro mesi prima. Questa è frode assicurativa. Alzi la mano chi non ha mai conosciuto una persona coinvolta in un lieve incidente durante il quale i veicoli non hanno riportato altro che graffi impercettibili, che di sera raccontava sana e serena ad amici e parenti l’accaduto e il giorno dopo si è presentata in pubblico col collare cervicale perché di notte ha avuto l’illuminazione di poter spillare agli assicuratori qualche soldino in più col famoso colpo di frusta. Questa è frode assicurativa.
E parliamo solo dell’RCAuto! Non pensiamo neanche alle polizze abitazione: quanti hanno preso spunto da un fenomeno elettrico che ha bruciato il telefono per rinnovare il televisore datato e comprare un nuovo modello con decoder incorporato? E, per le polizze infortuni e malattie, quanti pollici finiti sotto un martello mentre si appendeva un quadro si sono trasformati in ferita lacero-contusa con 30 giorni di prognosi o invalidità permanente?
Senza considerare che l’Italia è il paese con la percentuale più alta di danni alla persona negli incidenti stradali. Un’auto in manovra nel parcheggio di un supermercato urta un altro veicolo e i trasportati di entrambi si presentano al Pronto Soccorso del vicino ospedale indovinate con quali sintomi? Sarà un caso che l’inesistenza del trauma cervicale sia difficile da dimostrare.
E chi paga?
L’osservazione più frequente davanti al banco della propria agenzia di assicurazione è “ma se io non ho mai fatto incidenti perché mi aumenta la polizza?”. Perché l’assicurazione è fondata sul principio di mutualità: più persone versano dei soldi in un unico fondo per indennizzare le perdite di uno o più soggetti. La tariffa varia in base alla zona di residenza ma per evitare che un cittadino di Napoli paghi 8000 euro di polizza assicurativa (a prescindere dalla sua condotta) e uno della provincia di Bergamo ne paghi 100, si “spalma” la tariffa, mantenendo comunque il parametro territoriale per la definizione della stessa.
Il problema è che i 20 euro dell’ammaccatura che l’omino di prima ha fatto rientrare nell’indennizzo dell’incidente stradale reale li pagano tutti i cittadini. Un po’ come la storia del battito d’ali di farfalla che genera uno tsunami dall’altra parte del mondo.
Purtroppo il sistema assicurativo è basato sulla solidarietà e la soluzione non è boicottarlo circolando con contrassegni falsi o cercando la Compagnia a buon mercato che fra 6 mesi avrà tolto anche le sedie dalla sua sede e si sarà data alla macchia. Questa è un’altra scelta di pochi che pagano i più.
L’unica soluzione, in attesa che cambino le politiche delle Compagnie, è di contribuire contrastando le piccole frodi quotidiane e astenendosi dal fare i furbi. E firmare la petizione, che male non fa.
Imma Stifano
per Nodo in GolaPETIZIONE
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