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Lega Nord e i petardi a Gemonio




"Non confermo né smentisco. L'onorevole Bossi avrà i suoi elementi per le valutazioni che ha fatto. Posso confermare la nostra convinzione nella pista anarchica". Ventiquattr'ore dopo il primo arresto e le due denunce per l'attentato rudimentale alla sede della Lega di Gemonio, il capo della procura di Varese Maurizio Grigo non sposta di un millimetro la direzione delle indagini. Parole ufficiali, tecniche, dopo le speculazioni politiche di Umberto Bossi la notte di Capodanno: "Quei ragazzi dovrebbero venire da famiglie leghiste - aveva detto il senatùr - i miei figli li conoscono. Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere subito il caso". Invece, all'arresto di Maurizio Previati, 21 anni, elettricista di Gemonio, già noto alla digos della "città giardino" anche se incensurato, la polizia varesina è arrivata dopo una decina di perquisizioni mirate (effettuate in collaborazione con carabinieri e vigili) nelle abitazioni di appartenenti all'ambiente antagonista e gravitanti attorno alla sigla "Antifa". A casa di Previati gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Sara Arduini, hanno trovato polvere pirica, circuiti elettrici non dissimili agli inneschi utilizzati per le due bombe carta alla sede di via Marsala, e ancora biglie metalliche, uno storditore elettrico, coltelli a serramanico, tre bossoli esplosi, due bastoni una bandiera col teschio e volantini: solidarietà con gli anarchici spagnoli e contestazioni alla Lega Nord firmate "Antifa", appunto. Materiale molto poco compatibile col profilo di una guardia padana, che è valso a Previati il carcere ai Miogni, in attesa dell'interrogatorio di convalida. L'accusa è di detenzione di armi ed esplosivi.

Al momento, infatti, non ci sono elementi concreti per dire se il 21enne operaio - che si è dichiarato estraneo ai fatti - sia uno dei due incappucciati immortalati da una telecamera mentre piazzavano le due bombe carta sotto la sede del Carroccio e firmavano il graffito "Antifa, secondo atto" sulla parete. Il materiale trovato a casa di Previati, dalla polvere alle bombolette ai volantini, è stato inviato ai Ris, insieme ai resti dell'esplosivo per individuare compatibilità, anche di eventuali impronte digitali.

Così come a Parma sono finiti la polvere e un bossolo di granata trovati a casa di altri due antagonisti, un 26enne e un 29enne tutti di Gemonio, denunciati a piede libero. Tutti e tre sono "fortissimamente sospettati", secondo il questore Marcello Cardona, ma la via per dimostrare il loro coinvolgimento, e quello di eventuali ulteriori complici, nell'attentato, è ancora lunga. Così come non è ancora definito il ruolo di un furgone visto passare sotto una telecamera nel centro di Gemonio poco dopo i due botti, e tantomeno chi lo guidasse.

Ad ogni modo, per Umberto Bossi, che era tornato sull'argomento prima dell'arresto e delle denunce, "sono proprio quelli di Antifa i veri fascisti, è gente che danneggia la sinistra democratica. E meno male che non sono arrivato prima, sennò veniva fuori un casino, una sparatoria con la scorta".
Fonte: La Repubblica

Notizia da Radio Padania:

Radio Padania, trasmissione dei Giovani padani della provincia di Varese. Uno sghignazzante Marco Pinti, consigliere provinciale della Lega Nord, commenta con queste parole l'incidente accorso la scorsa notte a Nichi Vendola:

Danielesenesi.blogspot.com


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