Se qualcuno ricordasse a qualche spagnolo il film di Sabina Guzzanti Viva Zapatero, potrebbe vedere il suo interlocutore arrabiarsi di brutto! La spiegazione in questo articolo.José Luis Rodríguez Zapatero, fino a poco tempo fa idolo della sinistra europea, sotto la spinta della crisi economica spagnola e delle «turbolenze» dei mercati europei si avvoltola sempre di più in programmi di austerità di netto stampo «ultra-conservatore e anti-sociale» -come li ha definiti ieri il portavoce (e anche unico deputato) di Izquierda unida alle Cortes, Gaspar Llamazares- da cui non riesce più a venir fuori, e che non bastano mai.Ieri in un'intervento in parlamento, Zapatero ha annunciato un nuovo pacchetto di 9 misure che saranno approvate oggi per decreto nel consiglio dei ministri e dovrebbero portare un po' di miliardi nella casse del Tesoro per tamponare il buco del deficit. Ma soprattutto per calmare l'onda speculativa (che il ministro dell'economia Elena Salgado attribuisce imprudentemente alle continue dichiarazioni «estemporanee» del cancelliete tedesco Angela Merkel) e frenare gli attacchi che indicano nella Spagna la prossima vittima del bailout di Ue e Fmi.
Naturalmente tutte le vittime future e passate dicono di no, di non avere bisogno di quel massacro sociale (e suicidio politico), di potercela fare da soli. L'Irlanda non è la Grecia, il Portogallo non è l'Irlanda, la Spagna non è il Portogallo... Quindi avanti a privatizzare e tagliare a tutto vapore. E poi, alla fine, arriva il bacio mortale del bailout, come è stato per l'Irlanda la settimana scorsa (85 miliardi di euro).Per la Spagna, però, sarebbe diverso. E' una delle grandi economie europee, la quarta o quinta, e il suo crack implicherebbe un «soccorso» quantificato in 450 miliardi di euro.Le 9 misure annunciate da Zapatero sono facilmente sintetizzabili: privatizzazione degli aeroporti e delle lotterie e scommesse, riduzioni fiscali per le piccole-medie imprese, taglio a partire da febbraio dei 426 euro accordati come sussidio ai disoccupati di lunga durata e senza altra protezione sociale.
La principale novità è la privatizzazione degli aeroporti e delle lotterie. Entro 3 mesi gli enti pubblici Aena - Aeropuertos españoles y navigación aérea - e Loterías y apuestas del Estado saranno trasformati in società statali aperte al capitale privato. Con il limite del 49% la prima e del 30% («inizialmente», la seconda.Si comincerà con i due principali aeroporti, Barajas a Madrid e El Prat a Barcellona, poi seguiranno gli altri. Secondo i calcoli del governo, che però sono in molti a questionare, la conversione di Aena in società mercantile potrebbe portare alle casse dello Stato 9 miliardi di euro; la privatizzazione di Barajas, uno dei più grandi e trafficanti d'Europa, altri 9 miliardi; quella di El Prat 5 miliardi; quella delle Lotterie 4 miliardi. Tutti soldi destinati non alla ripresa economica e al riassorbimento dello spaventoso tasso d'occupazione (oltre il 20%, il doppio della media Ue e in via di crescita nel 2011), come recita (mentendo) il governo, ma a coprire il deficit per riportarlo chissà quando (e come) entro il mitico 3% del pil.
Ma per la Commissione europea e il suo vicepresidente, il socialista spagnolo Joaquím Almunia, tutto ok: «Diamo il benvenuto alle nuove misure concrete» e ora avanti «subito con le nuove riforme in aree difficili come le pensioni e la contrattazione collettiva». L'opposizione conservatrice, il Partido popular, che tutti i sondaggi danno come prossimo governo dopo il voto del 2012, è stata presa in contropiede, e questo la dice lunga sulle misure di Zapatero: il suo leader Mariano Rajoy ieri in parlamento le ha attaccate come «frammentarie e sconnesse», ma il segretario generale del Pp, María Dolores de Cospedal, ha detto che vanno «nella direzione giusta» e che si tratta di misure che il suo partito chiede «da anni». Furiosi i sindacati, Comisiones obreras e Ugt, che il 29 settembre scorso hanno organizzato il primo sciopero generale contro Zapatero per la sua riforma del mercato del lavoro; e, per quello che vale, Izquierda unida il cui deputato Llamazares ha accusato Zapatero di essere «forte con i deboli e i disoccupati e debole con i forti» (l'imposizione fiscale ai super-redditi e alle rendite dormono sonni tranquilli con lui), annunciando «un inverno caldo».
Fonte: Il manifesto
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