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La Lega dell'Antimafia




“Siamo razzisti, è vero. Ma nei confronti dei mafiosi”, dice l’eurodeputato leghista Mario Borghezio. Gli fa eco Renzo Bossi: “Continueremo a lottare contro queste bande di mafiosi”. Una conferenza sull’identità anti mafiosa del Carroccio è la risposta della Lega alle accuse sui rapporti con la ‘ndrangheta di cui ha parlato anche di Roberto Saviano nel programma Vieni via con me. All’incontro di ieri nella sede della regione Lombardia ha partecipato anche il presidente di Libera don Luigi Ciotti.Ma se le infiltrazioni mafiose al Nord non impensieriscono la purezza padana, qualche imbarazzo hanno destato le domande de ilfattoquotidiano.it sulle amicizie del premier (guarda il video). Risponde il presidente del Consiglio regionale Davide Boni: “Per il federalismo abbiamo accettato qualche amaro calice”. E i titoli della Padania che negli anni novanta davano del mafioso a Berlusconi? “Erano epiteti politici”, assicura Borghezio, tutto qui. Il ministro Roberto Maroni, grande assente della serata, ha inviato una lettera: “All’antimafia delle chiacchiere preferiamo l’antimafia dei fatti”, scrive Maroni, ricordando i successi del governo nella lotta alla criminalità organizzata. “Nella cultura e nella tradizione padana non c’è la mafia”, ha spiegato Max Bastoni, coordinatore del Centro Identitario “Bassano”, che ha raccontato di essersi avvicinato al partito di Bossi proprio per l’impegno contro le mafie “che la Lega Nord dimostrava già vent’anni fa”.“Il leghista ha gli anticorpi contro la mafia”, ha detto in una sala piena di militanti un applauditissimo Davide Boni, che una settimana fa, alle accuse del consigliere regionale Giulio Cavalli dell’Italia dei valori sulla penetrazione mafiosa in regione, aveva risposto minacciando querela: “Bisogna prendersi le responsabilità delle proprie affermazioni”, spiega ora.Don Luigi Ciotti, intervenuto per ultimo, ha manifestato apprezzamento per l’operato di Maroni e del governo: “L’antimafia non ha colore politico”, ha sottolineato il fondatore di Libera.
Fonte: Il Fatto Quotidiano




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