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Trenitalia fa schifo!


Se tutto va bene la Spagna e il Portogallo ospiteranno nel 2018 i mondiali di calcio, anche grazie al loro ottimo servizio di trasporti che fa invidia a noi italiani, abituati cosi male che quando un treno crediamo che ci sia qualcosa che non va. E oggi il Corriere della Sera fa un reportage su Trenitalia! Tragico!





Quelli che stanno peggio sono al Nord: sulla linea Piacenza-Milano (e viceversa) non c'è una cosa che funzioni. Bagni rotti. Oppure chiusi. Oppure talmente sporchi da essere inavvicinabili. Per non dire della puntualità. Mai che arrivi in orario quel treno. Non è che le cose migliorino però spostandosi. Segno nero anche sulla Pavia-Milano, Novara-Milano, Varese-Milano, Como-Milano. E la Bergamo-Carnate-Milano gareggia per il primo posto tra le peggiori tratte pendolari d'Italia. Ma certo, mica se la passano bene tutti gli altri. Quelli della Fara Sabina-Roma o della Frosinone-Roma, per esempio, anche loro in coda per soddisfazione (inesistente) del servizio. O quelli della Formia-Napoli o della Orte-Roma. Per non dire poi della Nettuno-Roma, della Avezzano-Roma o della Salerno-Napoli. (guarda la tabella).

Almeno secondo l'inchiesta fatta da Altroconsumo che ha viaggiato sui treni pendolari più trafficati d'Italia, quelli che portano a Milano, a Roma, a Napoli, ed ha ascoltato chi ogni giorno combatte con puntualità, pulizia, affollamento, cioè lavoratori e studenti che si alzano all'alba per riuscire a raggiungere la loro destinazione anche molte ore dopo, causa ritardi cronici. E già sono stanchi, arrabbiati, stressati. «Siamo uomini o pendolari?» è la campagna dell'associazione dei consumatori che di pendolari ne ha seguiti 1407 su 25 tratte. E la maggior parte ha bocciato il servizio ricevuto ogni giorno. Cento per cento di insoddisfatti i viaggiatori che ogni mattina prendono il treno a Piacenza per arrivare a Milano: il 98% di loro si lamenta della totale mancanza di igiene e dell'affollamento. Il cento per cento della puntualità: che non c'è mai.

E così via sul resto delle altre tratte. Pessime la Bergamo-Carnate-Milano così come la Fara Sabina-Roma e la Frosinone-Roma: treni lerci, sedili strappati, bucati, insozzati da cibo e altro; toilettes impraticabili perché chiuse o perché troppo puzzolenti e indecenti per entrarci. E poi «si viaggia come su carri di bestiame», si lamentano i comitati pendolari di tutta Italia. Perché se da un lato aumentano i treni Alta Velocità, sugli altri binari diminuiscono quelli per chi non viaggia a trecento ma a 30 all'ora. Ma il numero delle carrozze resta lo stesso e per entrare (e scendere) bisogna camminarsi l'uno sull'altro. E quante volte si arriva (o si parte) da stazioni fantasma, dove è impossibile trovare una biglietteria, una indicazione, un pannello (non distrutto) degli arrivi e delle partenze?

«Nessuno ci ascolta, nessuno ci dà risposte, nessuno si preoccupa di avvertirci se il treno non passerà, se arriverà tardi, se non ripartirà mai più». Che le condizioni di viaggio dei pendolari siano al limite della sopportazione si sa da tempo. Ma stavolta Altroconsumo offre agli insoddisfatti anche la possibilità di fare causa a chi fornisce (male) il servizio. Sul sito dell'associazione si può accedere ad una consulenza gratuita e segnalare le situazioni più eclatanti: «I casi di evidente e ripetuta lesione dei diritti di utente del servizio ferroviario si tradurranno in causa di fronte al Giudice di Pace». E per chi soffre ogni giorno sulle tratte peggiori (Piacenza-Milano, Bergamo-Carnate-Milano) Altroconsumo offre i propri legali per chiedere un risarcimento danni.

E anche Legambiente boccia i treni pendolari. Nel Lazio ha assegnato per il terzo anno consecutivo il «Trofeo Caronte» alla linea Fr8Nettuno-Roma: è la peggiore tra le 8 tratte regionali su cui ogni giorno viaggiano 360mila persone che cercano di raggiungere Roma. E proprio i pendolari della Nettuno-Roma tempo fa hanno promosso una raccolta di firme (classactionromanettuno@gmail.it)per una civil action contro Trenitalia: «Non è più sopportabile viaggiare su quei treni e in quel modo».

Fonte: Corriere della Sera

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