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Ragazze Vincenti!


Meno male che ci sono le donne a salvare lo sport Italiano. Ieri le tenniste italiane hanno superato gli Stati Uniti per 3 a 1, aggiudicandosi la Federetion Cup 2010, mentre dai campionati del mondo di scherma scherma arrivano un oro, un argento e un bronzo. Grazie Ragazze!

Tennis:
Siamo una squadra, dicono le sorelle d'Italia con le unghie conficcate dentro la terza Fed Cup in 5 anni, Francesca naufraga nel suo mare e Flavia tiene a galla la scialuppa rosa, Roberta e Sara si struggono in panchina senza mai staccare gli occhi dal campo, ed è in questa comunione di sentimenti il segreto del gineceo più forte del mondo, la confraternita che canta l'Inno ad alta voce mantenendo il legame in un abbraccio unico e ininterrotto, Francescaflaviarobertasara, quattro racchette e un cuore dentro la capanna azzurra. Squadra.
Finisce 3-1 con qualche patema d'animo, la sorpresa dell'anno è la Schiavone battuta da Melanie Oudain (6-3, 6-1) numero 67 della classifica, la sconfitta più dolorosa del 2010 per nostra signora del tennis («Mi fa male per me stessa e perché in Fed Cup l'egoismo non esiste: ero pronta a giocare sennò avrei chiesto al c.t. di tenermi fuori ma poi mi sono ritrovata un po' persa, vuota, cercavo soluzioni e non le trovavo, può succedere, sono dispiaciuta ma questa sconfitta non guasta di certo tutta la stagione»), gli Usa azzeccano il cambio lasciando in panchina le calzette rosse della Mattek, la finale sul 2-1 è riaperta ma non del tutto. È di Flavia Pennetta, contro l'ispirazione discontinua di Coco Vandeweghe, la 18 enne sparafuoco a cui l'ex potenza del tennis affida un'impossibile rimonta, il match point che ci lascia in cima al mondo (6-1, 6-3), ancora una volta nazione leader alla faccia di Russia, Francia, Stati Uniti, piccole donne sono cresciute andandosene di casa bambine e scoprendosi campionesse sui playground del pianeta, l'acuto è della Schiavone a Parigi ma tutta l'Italia di Fed Cup è un cantiere aperto di esperienze al servizio, appunto, della squadra.
Non saremmo squadra se la Fla non sopperisse alle lacune della Franci, se la Robi e la Saretta non tenessero insieme lo spogliatoio in attesa di rendersi utili in doppio (non è stato il caso, ieri), se da ogni trasferta non tornassero tutte con i ricordi comuni, le sensazioni condivise, il burraco con cui intrattenersi dopo cena, le foto di gruppo di chi non sta insieme solo per dovere di stato, ma per desiderio del cuore. «Queste sono donne che hanno dentro l'acciaio, fatte di carattere, grinta e fil di ferro» ripete capitan Barazzutti nella bolgia di abbracci e baci, frastornato come la prima volta, nel 2006 (in Belgio), quando la saga delle italian sisters, altro che le Williams, cominciò senza immaginare che sarebbe durata così a lungo, allungandosi come un pontile dentro l'oceano Pacifico della California, dove ogni sogno è possibile. «We are the champiooooons» cantano in faccia agli Usa con allegria e senza irriverenza le nostre donne, in Belgio fu l'impresa, una prima assoluta, a Reggio Calabria la conferma, a San Diego la coppa della maturità, ottenuta con una consapevolezza da tramandare ai posteri e insegnare ai colleghi di Davis, il gineceo ormai si è saldato nei risultati di queste donne che raramente tradiscono, patrimonio da preservare con cura. E, soprattutto, squadra.


Scherma:
La campionessa stavolta non ha vinto, la mamma invece non puo' perdere. Valentina Vezzali manca la finale mondiale e si presenta sul podio per il bronzo del fioretto in compagnia del figlio Pietro, 5 anni e un maglione nerazzurro. Sotto le volte e le vetrate maestose del Grand Palais di Parigi la pluricampionessa olimpica (3 ori) e iridata (5) sorride lo stesso dopo aver assistito alla finale tra le compagne azzurre Elisa Di Francisca e Arianna Errigo, che l'ha sconfitta in semifinale.

Vince la prima, che non aveva ancora conquistato un titolo mondiale, l'Italia fa tripletta - oro argento e bronzo - e la coreana del sud Nam Hyun Hee e' bronzo ex aequo con Vezzali. Alla fine anche Pietro da' una mano per tenere su il tricolore, dopo l'inno di Mameli e le lacrime. La gioventu' chiede strada e se la prende, in un turbine di assalti sulla suggestiva pedana francese che porta tre italiane in semifinale. Prima Di Francisca supera l'intrusa Nam 15-12, poi e' battaglia generazionale tra l'immensa Valentina, 36 anni, e Arianna Errigo, 22, oro mondiale a squadre nel 2009.

La ragazza monzese va avanti, subisce una serie stordente di stoccate consecutive della 'cannibale', ma al momento decisivo riemerge forte e vince 15-10. Se e' un passaggio di consegne si vedra': l'anno scorso in Turchia fu Di Francisca a togliere il podio a Vezzali. La campionissima voleva Europei, Mondiali e Olimpiadi di Londra, ma il secondo obiettivo e' saltato. Cosi' come il primato di 6 ori iridati. La finale e' tirata, ma a prevalere e' Di Francisca, 28 anni a dicembre, marchigiana di Jesi e delle Fiamme Oro della polizia come Vezzali. Finisce 15-11, con Errigo in corsa quasi fino al termine.

Da notare che quest'ultima nei quarti aveva superato 15-10 la russa Shanaeva nonostante un lieve malore accusato in pedana. Prima di oggi il miglior risultato di Di Francisca erano un argento europeo e un bronzo mondiale. Se super Valentina ha preso solo il bronzo, il favorito del torneo maschile di fioretto e' uscito al secondo assalto: Andrea Baldini, campione mondiale in carica, si e' fatto sorprendere dal francese Victor Sintes. Poco piu' avanti si e' spinto Giorgio Avola, eliminato nei quarti. Eliminati invece al primo turno Andrea Cassarà e Valerio Aspromonte.

''L'arbitro di certo non mi ha aiutato - ha detto Baldini -, ma non voglio trovare alibi: ero in vantaggio 5-3 e non ho trovato la chiave''. L'oro se l'e' preso il tedesco Peter Joppich, che a 27 anni ha gia' vinto quattro titoli mondiali. Il record di cinque vittorie del sovietico Aleksandr Romankov e' ormai a un passo. Argento per il cinese Lei Sheng, superato 15 stoccate a 11. Bronzo a pari merito al giapponese Yuki Ota e allo statunitense Gerk Meinhardt (prima volta di un americano sul podio del fioretto). Da ricordare la premiazione della medaglia di bronzo di Alessio Sarri nella sciabola per disabili. Lui sul podio ci e' salito con un allegro cappello.

Fonte: Ansa, Corriere della Sera

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