Passa ai contenuti principali

L’Emilia non vuole i rifiuti campani, spunta l’ipotesi Spagna




Niente Emilia Romagna per i rifiuti di Napoli: l’ipotesi di tamponare l’ emergenza attraverso l’aiuto della regione guidata da Vasco Errani, fatta trapelare ieri dalla Provincia di Napoli, è durata poche ore. Alla base del dietrofront ci sarebbe, sempre stano a fonti dell’amministrazione provinciale, l’«opposizione degli enti locali». Ma spunta un’idea ancora più suggestiva: tonnellate e tonnellate di frazione umida starebbero per veleggiare alla volta della Spagna. Proprio così: in nome della libera circolazione dei sacchetti di spazzatura, i “cugini” iberici sarebbero pronti a correre in soccorso della popolazione napoletana, accogliendo negli impianti della penisola la «frazione umida tritovagliata». L’indiscrezione è trapelata proprio ieri sera dalla Provincia di Napoli guidata da Luigi Cesaro, e sembrerebbe corrispondere ad una strategia effettivamente in campo: il progetto prevederebbe in pratica un vero e proprio “ponte navale” attraverso il Mediterraneo, con bastimenti carichi di rifiuti che dal porto di Napoli raggiungerebbero gli approdi spagnoli, scaricherebbero il loro contenuto e tornerebbero indietro per caricare altra spazzatura. Una “freedom flotilla” che liberi i napoletani dall’immondizia, magari in nome di una solidarietà borbonica. Le sorprese non finiscono mai, qualcuno ha già pensato ai nomi da dare ai velieri: la Nina, la Pinta, e la Santa Maria la fossa.

Fonte: Eco-News

Commenti

Post popolari in questo blog

Un serpente nel bunker di Rebibbia

Il 12 febbraio è iniziato presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia il processo contro alcuni militari latinoamericani che durante gli anni ‘70 hanno partecipato all’ Operazione Condor . La maggior parte degli imputati sono già stati processati e condannati in altri paesi, quindi l’udienza è più un risarcimento che una vera ricerca della verità. Operazione Condor La somiglianza tra le dittature militari che hanno dominato il Sud America durante gli anni '60 e '70 è atroce. Guidati dal sanguinoso filo conduttore dell'Operazione Condor e grazie alle tecniche d’oppressione più spietate, sono state capaci di annullare qualsiasi dissenso politico o ideologico.   Dare una stima delle persone che sono state giustiziate o torturate sarebbe tanto inesatto quanto terrificante. È difficile camminare dentro il carcere di Rebibbia e non pensare di essere dentro un fumetto di Zerocalcare. Ma questa mattina, mentre passeggio per questa felice isola...

SPUTAVA NEI PIATTI DEI DEPUTATI. LICENZIATA CAMERIERA DELLA BUVETTE

In Italia spero non vengano licenziati e spero esistano tanti camerieri come lei! Iulia Borshenko, una delle cameriere che lavora nella buvette del Parlamento ucraino, è stata licenziata in tronco poiché era solita sputare nei piatti dei deputati. La notizia è stata diffusa da RSI.ch. La donna, che è stata individuata dopo una breve indagine ed una serie di reclami, ha giustificato così il suo gesto: “È stata la mia vendetta perché hanno portato il Paese alla rovina”. “Pensate che noi abbiamo un buon salario alla Supreme Rada cafeteria. Per nulla, solo 3200 grivnie (circa 390 dollari) al mese, che non sono nulla se vivete nella capitale ucraina. Ho lavorato lì per quattro anni solo perchè questo mi consentiva di vendicarmi contro i parlamentari per ciò che fanno al Paese e alla gente. Se qualcuno pensa che io mi penta di quello che ho fatto, si sbaglia: io seguo la mia posizione politica”.

Dieci volte peggio dei nazisti di Piergiorgio Oddifreddi

(Quest'articolo e' apparso per poco tempo sul blog autori di Repubblica online). Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasell a compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero d...