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Le "aperture" del Papa: SI al preservativo solo per le prostitute però, NO secco al sacerdozio femminile.

«Concentrarsi sull’uso del profilattico significa banalizzare la sessualità» e questo rappresenta un rischio pericoloso, ne è convinto Benedetto XVI, perché può portare a separarlo dall’amore. È una delle sue risposte date al giornalista tedesco Peter Seewald e raccolte nel libro «La luce del mondo. Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi» editato in Italia dalla Libreria Editrice Vaticana, che nelle sue 284 pagine affronta temi scottanti anche per la Chiesa anticipato dall’Osservatore Romano.

I SINGOLI CASI

Sin qui niente di nuovo. Poi, improvvisa, arriva
l’apertura: «Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole». Quindi la puntualizzazione. A conferma di quanto già affermato durante il viaggio apostolico in Africa, ribadisce che non è con l’uso del condom che «è possibile vincere veramente l'infezione dell'Hiv». Quello che serve, invece, «è una umanizzazione della sessualità».

Un’apertura, anche se parzialissima, pare esserci, ma tutta da approfondire. Si vedrà martedì prossimo alla presentazione ufficiale del libro in Vaticano. Certo è che dalle anticipazioni emerge con nettezza il punto di vista personale di Joseph Ratzinger su questioni delicate per la Chiesa. Intanto lo shock degli abusi sui minori e l’uso che ne hanno fatto i media. Il Papa l’aveva messo nel conto. Da prefetto della Congregazione per la fede sapeva e aveva contrastato lo scandalo negli Usa e in Irlanda. Ricorda di avere da Papa immediatamente incontrato le vittime. Ammette la difficoltà per la Chiesa di «vedere il sacerdozio così insudiciato». Riconosce pure con coraggio l’importanza dell’operazione verità compiuta dai media, anche se vi può essere stato compiacimento nel mettere alla berlina la Chiesa, i fatti ci sono stati. Una presa di distanza dalla teoria del complotto.

Non nasconde però la polemica verso la «vera intolleranza», che sarebbe volere imporre a tutti «la razionalità occidentale», una pretesa di totalità «nemica della vera libertà». Tra le libertà difende quella religiosa e non solo per i cristiani. Per Benedetto XVI anche i musulmani devono poter pregare nelle moschee in Occidente. Risponde anche sull’uso del burqa: «Non vedo ragione per una proibizione generalizzata». Ma deve essere una libera scelta della donna e non una violenta imposizione.

Dedica molto spazio, anche biografico, al difficile rapporto con l’Ebraismo. Per lui, racconta, è stata sempre «in qualche modo chiara» la profonda unità tra antica e nuova Alleanza, tra ebrei e cristiani, ma a maggior ragione dopo «quanto accaduto nel Terzo Reich ci ha colpito come tedeschi e tanto più ci ha spinto a guardare al popolo d'Israele con umiltà, vergogna e amore».
Da qui alcune sue scelte, come quella di modificare la preghiera del Venerdì Santo nella messa in latino. La cui versione «era tale da ferire gravemente gli ebrei». «L'ho modificata in modo tale che vi fosse contenuta la nostra fede, ovvero che Cristo è salvezza per tutti».

Ratzinger ritiene ingiusta la polemica su Papa Pacelli ritiene ingiusta.
«Pio XII - ribadisce - ha fatto tutto il possibile per salvare delle persone». Il resto pare essere opinabile. «Bisogna veramente riconoscere che è stato uno dei grandi giusti e che, come nessun altro, ha salvato tanti e tanti ebrei».

Tra i tanti temi affrontati nel libro-intervista vi è anche quello del sacerdozio femminile. Il no di Papa Ratzinger è assoluto: "Non si tratta di non volere ma di non potere".

Fonte: Unita.it




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