
Un'amica di Nodo in Gola e abitante delle zone avvelenate dalla discariche nel Parco del Vesuvio, Chiara Milano, ci ha mandato un suo resoconto su quello che realmente sta succedendo in queste settimane e soprattutto in questi ultimi giorni.
Alla rotonda Panoramica di Boscoreale, per quanto una certa parte di finta informazione faccia credere che tutto si sia miracolosamente risolto, la resistenza dei cittadini continua.
Ormai la gente del luogo sembra non avere più una vita propria: dalle 20 ci si riunisce tutti alla rotonda: chi ha appena terminato di lavorare, chi di studiare, e poi ci sono le mamme e le nonne coi bambini in passeggino, i signori che portano il cane a fare l’ultima passeggiata. E’ proprio questa sorta di atmosfera familiare che più stupisce. Tutti insieme a combattere, per andare nel pratico, con il freddo e i terribili miasmi provenienti, non più solamente dalla discarica a pochi passi, ma anche dall’immondizia, dai cassonetti, dalle auto incendiate.
Si discute, ci si raccontano le novità, le cosiddette “ecoballe” del giorno, i notizioni che arrivano dal governo, un mondo a parte.
Erano tutti qui quando il 20 ottobre è arrivata la notizia dell’apertura della discarica più grande d’Europa, la Cava Vitiello. E pensare che la lotta era iniziata con la richiesta della bonifica e chiusura della prima, la Cava Sari, che da anni ormai continua a mietere vittime.
Poi è arrivata la smentita, la riconferma, la sospensione, infine di nuovo la promessa che non si aprirà…Bisogna calmare gli animi in qualsiasi modo.
Sono le false notizie quelle che più fanno rabbia, non è vero che è tornata la pace, nessuno ha parlato delle perquisizioni fatte senza alcun mandato con lo scopo di fermare i manifestanti che ogni giorno vengono segnalati dalle forze dell’ordine, o ancora dei lacrimogeni altamente pericolosi usati dalla polizia, dei nasi, delle gambe rotte, di tutti quelli che, feriti da chi invece dovrebbe difenderci, non possono andare in ospedale perché verrebbero segnalati e denunciati.
Non si ascoltano le voci buone che propongono una vera soluzione al dramma rifiuti: metodi alternativi di raccolta di cui i paesi civili già usufruiscono. No, dobbiamo gioire perché ci promettono (a voce) che la seconda cava non aprirà. Non dobbiamo sapere che “non aprirà a meno che non ci sia una nuova emergenza”, o “ a patto che tutte le manifestazioni terminino all’istante”, o che altri inceneritori dovranno affiancare quello già disastrato di Acerra, in modo da far arricchire ulteriormente le casse dello stato e della camorra.
Accettiamo sereni che nella discarica Sari si continuino a sversare tonnellate di rifiuti di ogni genere tanto è solo monnezza indigena, monnezza di Denominazione ed Origine Controllata. I sindaci e i loro adepti festeggiano, noi cittadini continuiamo ad essere a lutto e a manifestare, non smetteremo di urlare: NO alle discariche e agli inceneritori! SI al Trattamento Meccanico Biologico (MBT): trattamento a freddo dei rifiuti., all’avvio reale della raccolta differenziata porta a porta, al riciclo, riuso e compostaggio, ad un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate.
Al nostro protettore civile, Guido Bertolaso, che continua a sbeffeggiare la popolazione vesuviana (“L'eruzione del Vesuvio non sarebbe una grande disgrazia, lo dico da buon leghista”) e la Comunità Europea (“L’Unione europea farebbe bene a fare il proprio mestiere, invece di dare giudizi dovrebbe dare una mano e trovare alternative”. L), colpevole di non voler più cacciare soldi per opere improbabili, visto il già enorme debito da colmare, rispondiamo che il potere è nostro, potranno mandarci l’esercito che ci hanno promesso ma noi non ci muoveremo, non cederemo ad alcun compromesso, non siamo dei venduti come i politici locali!!!
Non c’è nulla da festeggiare, abbiamo già assistito a troppe prese in giro. Due anni fa il governo prese lo stesso provvedimento di blocco della discarica a Taverna del re, a Giugliano, ebbene, da due giorni lì si è ricominciato a sversare, a caricare quei pochi cittadini che con tutti i mezzi provano a fermare gli autocompattatori.
Potranno continuare a dire che alla manifestazione di sabato a Terzigno eravamo in mille, ma noi che ci siamo stati conosciamo la verità e sappiamo benissimo che nulla è spento, qualcuno forse è addormentato ma presto capirà. Domani a terzino si tornerà a riempire i buchi di immondizia, domani forse si accorgeranno che la protesta non è mai finita!
Chiara Milano
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