
"Il provvedimento disciplinare adottato nei confronti di Michele Santoro non può essere in alcun modo considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise". A spiegarlo è il direttore generale della Rai Mauro Masi. Le violazioni, aggiunge Masi, sono " 1.l'uso del mezzo televisivo a fini personali; 2.un attacco diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale, per una circolare a garanzia dell'equilibrio all'interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione". "Nessuna censura, ribadisco - aggiunge il dg -, nessun attentato alla libertà d'informazione. Le responsabilità di Michele Santoro sono esclusivamente di ordine disciplinare nell'ambito di precise disposizioni aziendali che tutti, all'interno della Rai, sono tenuti ad osservare. Non esistono dipendenti più uguali degli altri o zone franche all'interno delle quali sia possibile garantirsi il diritto all'impunità, tanto più quando si arriva ad insultare il Capoazienda in diretta televisiva con una modalità di contenuti ed espressioni che crea un caso che non ha precedenti al mondo". Spiega l'Ansa.
"Se ancora avessimo avuto dei dubbi sulle regioni politiche dei provvedimenti assunti nei confronti di Michele Santoro ci ha pensato il dg Masi a levarceli. La sua dichiarazione nulla è che una precisa rivendicazione. D'altronde tutto era già molto chiaro nelle telefonate intercettate a Trani del presidente Berlusconi". Lo afferma il portaovce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "La Rai si candida ad assumere la guida della fabbrica dei veleni e dei giornali di famiglia e a diventare punta di diamante dei "pestaggi" mediatici contro gli avversari. Non si tratta solo di uno sfreggio a Santoro e a coloro che lavorano con lui ma a milioni di italiani". "Qualcuno consigli al direttore generale di autosospendersi prima di trascinare per l'ennesima vola l'azienda nel ridicolo. Intanto facciamo sentire la nostra voce e il il giorno della puntata soppressa proponiamo una grande iniziativa pubblica davanti agli studi della Rai. Qualcuno degli esponenti della destra che hanno urlato contro le perquisizioni nelle sedi del Giornale - si domanda in conclusione Giulietti - vorranno far sentire la loro voce contro questo sequestro non meno grave?".
La Rai prova ancor a fermare Santoro, Annozero e la libera informazione sospendendo la trasmissione per due puntate. Noi non ci stiamo e programmiamo uno sciopero della tv per giovedì 21 e giovedì 28 ottobre. Tv spente tutto il giorno.
"Se ancora avessimo avuto dei dubbi sulle regioni politiche dei provvedimenti assunti nei confronti di Michele Santoro ci ha pensato il dg Masi a levarceli. La sua dichiarazione nulla è che una precisa rivendicazione. D'altronde tutto era già molto chiaro nelle telefonate intercettate a Trani del presidente Berlusconi". Lo afferma il portaovce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "La Rai si candida ad assumere la guida della fabbrica dei veleni e dei giornali di famiglia e a diventare punta di diamante dei "pestaggi" mediatici contro gli avversari. Non si tratta solo di uno sfreggio a Santoro e a coloro che lavorano con lui ma a milioni di italiani". "Qualcuno consigli al direttore generale di autosospendersi prima di trascinare per l'ennesima vola l'azienda nel ridicolo. Intanto facciamo sentire la nostra voce e il il giorno della puntata soppressa proponiamo una grande iniziativa pubblica davanti agli studi della Rai. Qualcuno degli esponenti della destra che hanno urlato contro le perquisizioni nelle sedi del Giornale - si domanda in conclusione Giulietti - vorranno far sentire la loro voce contro questo sequestro non meno grave?".
La Rai prova ancor a fermare Santoro, Annozero e la libera informazione sospendendo la trasmissione per due puntate. Noi non ci stiamo e programmiamo uno sciopero della tv per giovedì 21 e giovedì 28 ottobre. Tv spente tutto il giorno.
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