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Acciaroli, 40 giorni dopo l'omicidio Vassallo: "Nessuno sviluppo". E le indagini si arenano


Il ricordo è ancora vivo tra gli abitanti di Pollica che, ad un mese dal barbaro assassinio, si sono riuniti nella sala dell’ex convento dei domenicani a Vallo della Lucania, alla presenza di ottanta sindaci presieduti dal vicepresidente della comunità del Parco del Cilento e Vallo di Diano, per commemorare il sindaco eroe.

Le indagini ripartono dall’analisi delle attività amministrative e in particolare dal settore dell’edilizia.

Si ritorna al 17 agosto e ad una cena che si sarebbe svolta in una casa di Vallo della Lucania per discutere e definire un piano di lottizzazione tra Agnone ed Acciaroli. In ballo oltre cento alloggi a San Nicola a Mare su di un terreno panoramico acquistato con circa due milioni e mezzo di euro e che avrebbe dovuto rendere, ad affare concluso e case vendute, oltre quaranta milioni di euro. Tecnici, avvocati e un noto imprenditore napoletano avrebbero preso parte alla cena-riunione alla quale invece non presenziava Vassallo.

Il primo cittadino insieme all’architetto Fausto Martino, funzionario della Soprintendenza ai Beni Ambientali, lo stesso che agli inizi degli anni Ottanta, insieme all’allora soprintendente De Cunzo, aveva sfidato i Nuvoletta e i Romano opponendosi alle loro manovre edilizie, aveva già espresso tutte le sue perplessità a proposito di un’operazione immobiliare che considerava essere devastante per la costa.

«Ci troviamo di fronte ad un delitto politico-mafioso di rilevante entità. È il più importante degli ultimi trent’anni a Salerno» aveva già detto uno degli inquirenti a pochi giorni dall’assassinio e oggi, “Per non dimenticare” è proprio da Pollica che sono iniziati gli incontri con il territorio promossi dalla Commissione di Inchiesta Anticamorra.

«Siamo tutti uniti nel proseguire l’attività amministrativa così come avevamo programmato con Angelo; andiamo avanti nella strada che lui ha tracciato» affermano all’unisono Dario Vassallo, fratello del sindaco assassinato, e Stefano Pisani, il vicesindaco che si è trovato a dover prendere le redini dell’amministrazione comunale del piccolo borgo cilentano dopo la morte dell’amico nonché primo cittadino.

«Nessuno a Pollica ha voglia di tornare indietro; siamo pronti a continuare il lavoro di Vassallo per affermare - conclude Stefano Pisani - la legalità quale unico filo conduttore dello sviluppo territoriale così come tracciato dal nostro sindaco».

Giuseppe Cilento, sindaco di San Mauro Cilento, comune confinante con Pollica, e amico di Vassallo, ricorda la paura dell’omertà che affliggeva il sindaco nonché l’impegno e la sensibilità nel combatterla; Cilento a proposito delle indagini dice «Siamo a quaranta giorni e non è successo nulla».
La paura è che, nonostante tutto, celebrazioni e commemorazioni, piuttosto che mantenere viva l’attenzione sul fenomeno della camorra salernitana, facciano da velo sulla realtà su cui invece bisognerebbe riflettere.
Fonte: Il giornale del Cilento

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