Complimenti a Paolo Virzì, per la prima volta nominato tra gli eleggibili nella cinquina del miglior film straniero da parte dell'academy. Virzì giunge per la prima volta a tale riconoscimento, lui che forse ha rappresentato in questi anni una delle poche proposte costanti all'interno del cinema italiano. Non ci resta che augurargli "in bocca al lupo".D'altra parte però, senza nulla togliere alla pellicola del regista livornese, ahimè, la rosa degli altri film candidati, rappresenta ancora una volta la pochezza del cinema italiano al momento.
Di seguito un articolo tratto da repubblica.
Oscar, l'Italia ci prova con Virzì e candida "La prima cosa bella"
Il film del regista livornese è stato scelto per rappresentare il nostro Paese nella corsa alla cinquina dei film stranieri. "Sono orgoglioso. La mia mamma italiana commuoverà l'America". La scelta dell'Academy sarà annunciata il prossimo 25 gennaio.

Il film, con Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Claudia Pandolfi e Stefania Sandrelli, è stato preferito ad altri nove titoli: L'uomo che verrà di Giorgio Diritti, La nostra vita di Daniele Luchetti, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, Io sono l'amore di Luca Guadagnino, Baciami ancora di Gabriele Muccino, Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, Basilicata coast to coast di Rocco Papaleo, Le quattro volte di Michelangelo Frammartino e 20 sigarette di Aureliano Amadei.
Diciotto candidature ai David di Donatello 2010, tre premi - sceneggiatrice, attrice protagonista Micaela Ramazzotti, attore protagonista Valerio Mastandrea - e dieci candidature ai Nastri d'argento (in questo caso quattro premi: regista, sceneggiatura, attrice e costumi) La prima cosa bella racconta, con gli occhi di Bruno, prima bambino poi adolescente e infine adulto problematico (Valerio Mastandrea) la storia di Anna, una donna vitale e un po' frivola che, eletta reginetta di bellezza in un concorso indetto da uno stabilimento balneare di Livorno, nel 1971, innescherà la gelosia folle del marito e l'imbarazzo del figlio che solo molti anni dopo riuscirà a comprenderla. Abbandonata a se stessa, Anna sarà protagonista, negli anni, di peripezie ed esperienze spesso negative. Ma sempre motivata dall'amore - vissuto ed espresso a modo suo - per i suoi due figli. Due le attrici che hanno prestato il volto al personaggio di Anna: per la prima parte della sua vita, Micaela Ramazzotti e per la seconda parte, quando Anna è una mamma matura e ammalata, Stefania Sandrelli.
Il film sarà esaminato da una commissione dell'Academy Award, insieme ad altri film provenienti dalle cinematografie di tutti i continenti e il 25 gennaio del 2011 si saprà quali saranno i cinque film stranieri che poi, domenica 27 febbraio, si contenderanno la statuetta al Kodak Theatre di Los Angeles.
"Stiamo partendo per gli Stati Uniti per la nostra campagna di promozione e per chiudere il contratto di distribuzione americana", spiega Virzì, che porterà con sé la moglie Micaela, conosciuta sul set del suo film precedente, Tutta la vita davanti, dalla quale lo scorso marzo ha avuto un bambino, Jacopo. "Ce la metteremo tutta - aggiunge il regista - mi è stato spiegato che la commissione di selezione dell'Academy è diversa dalle giurie dei festival, è molto più simile al pubblico. Un amico esperto mi ha detto che è fatta di tante mamme, zie e nonne americane che vogliono emozionarsi e quando vedono un film italiano si predispongono al sorriso".
Il film sarà esaminato da una commissione dell'Academy Award, insieme ad altri film provenienti dalle cinematografie di tutti i continenti e il 25 gennaio del 2011 si saprà quali saranno i cinque film stranieri che poi, domenica 27 febbraio, si contenderanno la statuetta al Kodak Theatre di Los Angeles.
"Stiamo partendo per gli Stati Uniti per la nostra campagna di promozione e per chiudere il contratto di distribuzione americana", spiega Virzì, che porterà con sé la moglie Micaela, conosciuta sul set del suo film precedente, Tutta la vita davanti, dalla quale lo scorso marzo ha avuto un bambino, Jacopo. "Ce la metteremo tutta - aggiunge il regista - mi è stato spiegato che la commissione di selezione dell'Academy è diversa dalle giurie dei festival, è molto più simile al pubblico. Un amico esperto mi ha detto che è fatta di tante mamme, zie e nonne americane che vogliono emozionarsi e quando vedono un film italiano si predispongono al sorriso".
A questo link è possibile ascoltare l'intervista al regista livornese.
Commenti
Posta un commento