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Riflessioni sulla povertà


Un amico di Nodo In Gola Mirko Ferra ci ha inviato una riflessione sul rapporto tra i giovani e la poveertà con l'aiuto di un'intervista al grande scrittore Stefano Benni.


- Stefano Benni, celebre scrittore contemporaneo, impegnato da oltre trent’anni in una

letteratura di opposizione, prestando particolare attenzione ai deboli, gli emarginati, si pronuncia riguardo alla povertà.

Da sempre, l’autore di uno dei più famosi romanzi umoristici del nostro tempo, Bar Sport, ma anche, aggiungerei, pungente drammaturgo, invita i lettori ad occuparsi di chi ha bisogno di aiuto.

Aiutare chi ha bisogno, per Benni, vuol dire attivarsi concretamente evitando la finta beneficenza in televisione o, peggio ancora, rimanendo indifferenti di fronte alle decisioni diaboliche dei potenti della terra. Decisioni che spesso rispondono solo alla logica del Dio denaro e si pongono a sostegno dei paesi ricchi. Ma se è vero che a noi umili mortali non è concesso sederci al tavolo con questi padroni del pianeta, è pur sempre importante agire nel nostro piccolo.

Questa è la società dell’immobilismo, ammonisce Benni, i giovani oggi vivono nell’era del consumo, tutto viene repentinamente sciupato, anche le idee e i messaggi positivi che si ascoltano ai fantomatici concertoni. Una volta non era così, c’era qualcuno che si impegnava a concretizzarli attivamente quei messaggi, agendo in maniera sia individuale che collettiva. Ecco perché non si può pensare di salvare il mondo una volta al mese o magari all’anno con la beneficenza televisiva. “Il mondo va salvato ogni giorno” .

Benni ci invita a tenere gli occhi aperti, in modo tale da garantire a tutti le stesse possibilità. Vivere bene vuol dire crescere in modo tale da sviluppare il proprio talento e ciò che è più consono alla nostra personalità senza costrizioni.



Mirko Ferra






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