
Silvio Berlusconi è il suo Governo hanno avuto la fortuna di doversi occupare della fiducia, delle case di Montecarlo e gli italiani pensano al campionato, alla champions e così nessuno pensa alla Emergenza Rifiuti di questi giorni in Campania. Un'amica di Nodo in Gola Chiara Milano ci ha inviato la sua testimonianza su quello che sta avvenendo li. E ora che l'opinione pubblica inzi a pensare che a parte Montecarlo e Ibrahimovic ci sono cose serie a cui dare importanza!
TERZIGNO 29\09\2010
Si va avanti senza sosta. La pioggia, il freddo e le manganellate non possono fermare quella che è diventata una vera e propria lotta per la sopravvivenza.
Ormai non è più una questione ambientale, ma di salute.
L’esasperazione dei cittadini è arrivata al limite, neanche le cariche della polizia che si ripetono quasi ogni notte brutalmente sembrano più incutere timore, persino le donne anziane restano per ore ed ore a bloccare le strade. Nessuno si tira indietro. Anche fermare un solo camion può fare la differenza.
Si prova in ogni modo a spegnere la protesta, ci si illude che col tempo e le false promesse ci stancheremo.
Dagli atti di intimidazione perseguiti nei giorni scorsi, cinque attivisti dei comitati vesuviani hanno infatti subito una perquisizione da parte della Digos di Napoli e sono stati condotti in questura per poi essere rilasciati dopo qualche ora, si è passati alla vera e propria violenza.
Nella notte tra il 25 e il 26 settembre, centinaia di cittadini improvvisano un sit in pacifico su quello che è diventato il luogo della rivolta, la rotonda di via Panoramica a Boscoreale, all’ingresso della discarica SARI. La violenza esplode quando arrivano i camion autocompattatori che trasportano spazzatura di ogni genere e provenienza, scortati dalle forze dell’ordine che, alla seconda sollecitazione di sgombero, iniziano a caricare uomini e donne disarmati provocando tre feriti.
Alla fine, verso le 4 di mattina, tra lo sconforto della popolazione, un altro centinaio di camion è riuscito a dirigersi verso la cava SARI per depositare l’ennesimo carico.
Di nuovo ieri notte la violenza gratuita delle Forze dell'Ordine ha provocato cinque feriti e sette trattenuti. Attorno alle 23 si sono verificate le prime cariche di alleggerimento, sono stati lanciati lacrimogeni e addirittura sparati dei colpi, di cui uno ha ferito la gamba di un manifestante.
Alle 2 circa sono arrivati i camion scortati da un corteo di volanti della polizia e carabinieri, uno di questi è stato date alle fiamme, un altro è stato sequestrato per qualche ora. I militari in tenuta antisommossa scendono dai mezzi, caricano i manifestanti e inseguono molti di quelli che riescono a scappare, fino a che non riescono a sgomberare tutta la zona presidiata.
Alle 4 di notte i 94 autocompattatori riescono ancora una volta a compiere il loro dovere.
Il capo del Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, sereno, dai salotti delle trasmissioni televisive, continua a ripetere frasi quali: “Dire che c'è smarrimento di quella che è stata la mia gestione per risolvere il problema dell'emergenza dei rifiuti mi pare che sia abbastanza strumentale e sicuramente non corrispondente al vero”, ancora “L’articolo 9 parla della Cava Vitiello di Terzigno, chiunque dica che quella cava non si può aprire va contro la legge.”
Certo, perché in questi giorni non si combatte solo nella speranza di non vedere più camion che vengono a scaricare ogni tipo di rifiuto sotto casa tua, scena che si ripete da quando la discarica SARI è stata riaperta in seguito all’emergenza rifiuti nel 2009, senza neanche un precedente intervento di bonifica. Le mobilitazioni dei comitati vesuviani sono cresciute da quando, dopo solo un anno, si è scoperto che la cava SARI era ormai già piena e quindi l’assessore regionale all’ambiente Gianni Romano, assieme a Bertolaso, hanno dichiarato l’intenzione di aprire l’adiacente cava Vitiello, capace di contenere oltre tre milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere, nonostante il parere sfavorevole del TAR e della commissione europea e le denunce degli scempi in atto nel parco nazionale del Vesuvio da parte del movimento “difesa del territorio area vesuviana”.
La domanda che allora ci poniamo è se davvero questo immenso problema voglia essere risolto. E per risolvere, caro Bertolaso, noi non intendiamo costruire l’ennesimo inceneritore che inquina l’ambiente, la catena alimentare e fa aumentare il tasso di malattie tumorali, senza considerare i milioni di euro che continuano ad essere spesi per mantenerne uno, quello di acerra, che non è mai stato a pieno regime, ma ha subito guasti continui, oltre ad aver sforato decine di volte i limiti di emissione della diossina nell’aria. E nemmeno considerare l’ipotesi di discariche alternative. Noi non siamo facinorosi che sanno solo lamentarsi e protestare, noi sappiamo che un’alternativa c’è: Noi PRETENDIAMO l’avvio serio della raccolta differenziata porta a porta, la riduzione a monte dei rifiuti, quindi dei consumi, un piano straordinario di bonifica delle aree inquinate, il trattamento a freddo dei rifiuti, il reimpiego ed il riciclaggio, un processo di compostaggio. E queste sono solo alcune delle alternative agli inceneritori, metodi civili che, non solo limiterebbero l’enorme inquinamento, ma farebbero risparmiare notevolmente sulle bollette e addirittura, in certi casi, sarebbero fautori di energia. Infatti gli scarti e i rifiuti vegetali, invece di essere bruciati in inceneritori con tutti i disagi collegati e senza nessun tipo di beneficio, possono rappresentare una grande fonte di energia rinnovabile. Possibile mai che le istituzioni non lo sappiano? Noi non ci crediamo visto oltretutto il blocco dei fondi europei da parte della Commissione UE che ha specificato che è necessario cambiare strada sia rispetto alla logica dell’emergenza, sia sul piano rifiuti.
Nel frattempo noi continuiamo a lottare e ad urlare i nostri diritti, il presidio è permanente e chiediamo la partecipazione di tutti alla manifestazione di venerdì 1 ottobre!
Solo insieme possiamo cambiare le cose!
Chiara Milano
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