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Contro i simboli Padani




“La Lega non c’entra” ripete Oscar Lancini, il sindaco di Adro. “Quello non è un simbolo leghista, il sole delle Alpi è sempre stato un simbolo del paese”. Per questo, spiega, compare in ogni angolo della scuola pubblica che ha recentemente inaugurato. Dall’ingresso al tetto, dai banchi ai bagni. Su muri, porte, posacenere e cartelli. Campeggia persino sulle finestre, dove una fila di bambini stilizzati si tengono per mano uniti dal simbolo. Ma per Lancini quel simbolo non è affatto di parte né tanto meno il logo del Carroccio. E invece lo è. Dal 1999 Il sole delle Alpi è un marchio registrato dalla società editoriale Nord Scarl che controlla l’universo mediatico del Carroccio, dal quotidiano La Padania alla radio di via Bellerio, ed è presieduta dal quartier generale leghista: Federico Bricolo, Roberto Cota, Rosy Mauro, Stefano Stefani, Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni. Per citare l’attuale cda. Nata, ovviamente, sotto la guida del “capo” Umberto Bossi, che ne è stato sindaco dal primo giorno. Insomma quel simbolo è roba loro.

Nel 1999 Editoriale Nord Scarl ottiene la registrazione all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi della descrizione verbale del logo: “Sole delle alpi costituito da sei (raggi) disposti all’interno di un cerchio il cui raggio fornisce la cadenzatura dell’intera costituzione. I vertici dei sei petali intersecano i vertici di un ipotetico esagono iscritto nel cerchio”. Nel 2001 viene registrato, sempre dalla stessa società, il “marchio figurativo”, cioè il simbolo vero e proprio, tale e quale quello che oggi invade ogni angolo della scuola di Adro. La prima richiesta di registrazione risale al 1996, quando tra i sindaci figura anche il Senatùr e l’editoriale pubblicava “Soldi sporchi al Nord”, un libro di denuncia contro imprenditori diventati miliardari grazie ai rapporti con il crimine organizzato. Nel testo, ampio spazio era dedicato a Marcello Dell’Utri mentre Silvio Berlusconi si conquistò addirittura l’intero ultimo capitolo, dall’eloquente titolo “Berlusconi è mafioso? Diciassette buone occasioni”. Sulla copertina ancora non c’era il sole delle Alpi. Perché ancora dovevano impossessarsene. Infatti se l’Alberto da Giussano è stato copiato dal simbolo delle biciclette Legnano, e poi spacciato come liberatore e guida del popolo Padano, il sole a sei punte è un antico emblema euroasiatico diffuso dal VI secolo avanti Cristo, e presente in India come nel Nord Europa, oltre che in alcune chiese tra Toscana e Puglia, a Ischia e a Roma. Ma è piaciuto così tanto in via Bellerio da spingere i leghisti a registrarlo come marchio. Difficile dunque sostenere che non sia un simbolo del carroccio, come fa il sindaco di Adro. L’Editoriale Nord se ne è appropriata, registrandolo. E’ un marchio, cioè un segno distintivo di chi lo registra, protetto dal diritto perché è un bene privato.

Con la registrazione del marchio hanno ribadito che quella è roba loro, mica di un paese perso nella provincia bresciana. Ora dalla scuola il marchio dovrebbe essere rimosso, considerato che il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ha ribadito che i simboli politici devono essere tenuti fuori dagli istituti scolastici. O la Lega magari potrebbe denunciare la scuola. Improbabile, considerato che è dedicata a Gianfranco Miglio, da sempre ideologo del Carroccio. E Umberto Bossi si è dimenticato di essere proprietario del marchio, tanto che ieri con una dichiarazione pubblica ha dato ragione al sindaco di Adro: “E’ un simbolo del nord, di quella gente”, ha detto. Così, visto che né dal ministero né dal quartier generale padano nessuno muove un dito, nonostante le polemiche degli ultimi giorni, ilfattoquotidiano.it ha pensato che forse vale la pena agire. Sul sito del giornale abbiamo lanciato una raccolta firme che ha già raccolto 20mila adesioni e 12mila condivisioni sui socialnetwork. Vogliamo cancellare i simboli padani da una scuola pubblica. Ancora più rimuovere il marchio della Lega.

Tratto dal Fatto Quotidiano
FIRMIAMO PER CANCELLARE I SIMBOLI PADANI

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