
Posto questo video, ringraziando Francesco Paolucci, aquilano e autore di questo messaggio che sa di rabbia, tanta rabbia, ma non di resa.
Noi come te Francesco ci sentiamo di vivere in un paese sempre più vuoto, governato da balordi avidi di potere e denaro, stordito da una televisione stucchevole e indecente, abbandonato a se stesso e alla sua deriva democratica. Oggi forse più di ieri mi sento Italiano, legato alla mia terra, alla mia Patria nel senso latino del termine "la terra dei Padri", cosciente che con il terremoto ho perso anche io qualcosa, ho perso un pezzo di storia, di cultura, di società che rappresentava L'Aquila.
Molti italiani ancora non sono coscienti di ciò che è accaduto quel fottuto 6 Aprile 2009 alle ore 3.32, e le conseguenze avutesi da quel giorno.
Noi insieme a te e a tutta l'Italia, quella reale, quella poco telegenica, quella che non fa notizia, l'Italia indomita e onesta, quella notte non abbiamo riso,
e ci siamo promessi una sola cosa, costi quel che costi: questo paese va cambiato e per farlo dobbiamo essere in tanti a condividere lo stesso nodo in gola, e mettere su una massa critica da ribaltare il triste status quo. I giovani di oggi sono chiamati a questa missione, noi come te, anche se vedremo sfumare gli anni più belli della nostra vita, lotteremo per non vergognarci un giorno, quando i nostri figli ci chiederanno "papà raccontami di quel periodo".
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