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Concerto nella "centrale assassina": la rete insorge

Da qualche giorno online si è scatenata una "singolare" protesta per l'annullamento del concerto di Irene Grandi a Cerano(provincia di Brindisi), precisamente alla centrale Enel Federico II. Al di là dei gusti musicali, la protesta viene portata avanti, in quanto la suddetta centrale è tra le più dannose in Europa per emissione di diossine e anidride carbonica. Da tempo infatti sia Greenpeace che singoli comitati di cittadini manifestano per denunciare la dannosità di tale centrale. Almeno per il momento i numerosi appelli fatti perchè il concerto di Irene Grandi e Simone Cristicchi venga annullato non sono andati in porto. La cantante senese a riguardo ha rilasciato tale affermazione "Nei live di alcuni artisti vengono calcolate le emissioni prodotte e per compensare si interviene con progetti di riforestazione nelle zone in cui si tiene il concerto". Parafrasando liberamente mi sembra di capire ciò "Sappiamo di fare dei danni, rimedieremo forse dopo averli fatti."
Appunto, dopo...Ma una volta tanto evitarli no?
Di seguito porto all'attenzione un articolo apparso su repubblica che tratta della protesta.

Irene Grandi e Cristicchi suonano a Cerano
Protestano i fan: "E' la centrale della morte"

I due cantanti annunciano una data in Puglia, alla centrale Enel 'Federico II', e la rete si scatena. Da anni al centro di battaglie ambientaliste, per GreenPeace è il primo killer del clima in Italia: 270 ettari per una potenza di 2.640 megawatt e emissioni pari a 14,9 milioni di tonnellate annue di anidride carbonica

di KATIA RICCARDI

ROMA - Su Facebook la stanno implorando di non andare a suonare. Utenti e fan scrivono da giorni sulla bacheca del profilo (ufficiale) di Irene Grandi 1, da quando è stato annunciato un concerto, il 7 agosto, sponsorizzato dall'Enel alla centrale di Cerano, provincia di Brindisi, in riva al Mare Adriatico. Le chiedono di rinunciare, di non salire su quel palco, di ascoltare le loro storie. Di rendersi conto. Così le spiegano che quella di Cerano, dove suonerà anche Simone Cristicchi nell'ambito della ressegna "correnti musicali", è anche detta "la centrale assassina". La centrale della morte.

Quella dell'Enel 'Federico II', è infatti una centrale termoelettrica a carbone e per estensione è la più grande centrale a carbone d'Italia e una tra le maggiori d'Europa, con un'estensione di circa 270 ettari. Le sostanze che rilasciano i composti solubili che emette negli anni hanno contaminato suolo, sottosuolo e falda idrica. I contadini hanno rinunciato ai raccolti, i casi di cancro sono oltre la media europea. La zona idrogeologica è a rischio dissesto nonostante l'area sia sottoposta a vincoli rigorosi.

I fan brindisini sono i più delusi, e nelle poche righe concesse dalla 'bacheca' urlano alla loro maniera. Ma né Irene Grandi né Simone Cristicchi danno segni di voler rinunciare. La cantante senese ha pubblicato un breve comunicato, in cui giustifica la società e ribadisce: "Nei live di alcuni artisti vengono calcolate le emissioni prodotte e per compensare si interviene con progetti di riforestazione nelle zone in cui si tiene il concerto". Ma nessuno è stato contento.

Ma il messaggio 2 firmato dall'artista su Facebook, continua con il tono ufficiale da comunicato: "Cerco di rispettare l'ambiente attraverso i piccoli gesti di ogni giorno (...). Da anni Enel sta lavorando con la musica. L'attività della centrale di Cerano è svolta nel pieno rispetto dei severi limiti di legge sulle emissioni, poste proprio a tutela della salute e dell'ambiente. Nel prossimo biennio sono previsti oltre 300 milioni di euro di nuovi investimenti per abbattere ulteriormente le emissioni che sono controllate continuamente da una rete di centraline per il monitoraggio e per il controllo della qualità dell'aria che analizza di continuo i residui della combustione presenti nell'aria. I dati sono trasmessi in tempo reale sia alle Autorità competenti per il controllo (Comune e Provincia di Brindisi, ARPA regionale, etc.), che ai Comuni limitrofi all'impianto", scrive, forse, l'artista.

"Partecipo al concerto di Cerano perché credo sia possibile attraverso azioni mirate (ammodernamento centrali, diminuzione dell'anidride carbonica prodotta, nuovi investimenti per abbattere ulteriormente le emissioni, riconversione a carbone pulito delle centrali a carbone) costruire un futuro in cui le scelte energetiche e il rispetto dell'ambiente vadano in una sola direzione. Mi hanno colpito le tante mail arrivate, da cantante durante il concerto, chiederò all'Enel di impegnarsi sempre di più con scelte lungimiranti per la tutela dell'ambiente, nel rispetto della salute e della vita.", conclude lei. E i fan, non sono brindisini, si scatenano contro la cantante di 'Bruci la città'

La Puglia aspetta un segnale d'empatia. I Sud Sound System anche. E uno dei commenti sul profilo di Facebook a Irene Grandi, è proprio del collettivo pugliese, firmato da Nando. Chiede "per favore...". Ma altri commenti sono più duri, diretti. Delusi. Sono migliaia. "Irene ti chiedo con il cuore in mano di rinunciare al live di Cerano, i comunicati sono carta e le decisioni si possono rivedere...", digita Stefano. "Irene, sembra che tu abbia dato dei visionari a tutti quelli che ti hanno chiesto di non suonare a Cerano, purtroppo ti bagli tantissimo perché non lo sono", dice Filomena. "Ehi Irè! Ricordati...quando verrai a ballare in Puglia...quando sarai sul palco di Cerano...con tutta quella gente che è li per ascoltare te...prima di iniziare a cantare...se sarai un po' tesa...chiudi gli occhi...e fai un bel respiro...", provoca Vituzzo. "Chiediamo solo un gesto d'amicizia", afferma Angelo.

La centrale è un dente che duole. Irene Grandi avrà a che fare con gli abitanti di Brindisi, con i militanti diGreenpeace arrestati per aver calato dal tetto della centrale lo striscione: "First Climate Killer in Italy" (Primo killer del clima in Italia). Avrà contro i contadini. Tutti quelli che sanno che la centrale termoelettrica vanta una potenza di 2.640 megawatt ed emette 14,9 milioni di tonnellate all'anno di anidride carbonica (CO2).

Sul sito Filippo G. è preciso, si rivolge a entrambi i cantanti e spiega: "Le analisi svolte dal ministero dell'Ambiente e validate dall'Arpa hanno riscontrato la presenza di pesticidi e metalli pesanti oltre i limiti consentiti nelle coltivazioni di ortaggi destinati alla vendita, nel sottosuolo e nella falda profonda del territorio compreso tra Brindisi e Cerano. Ossidi di azoto e di zolfo, oltre a nanoparticellle e microinquinanti di vario genere danzano allegramente nei polmoni degli ignari (o quasi) salentini. In questo scenario la città di Lecce appare colpita direttamente dalle incidenze neoplastiche diffuse dal Registro tumori jonico salentino. La classifica delle tre province salentine configura proprio Lecce al primo posto con un'incidenza pari all'11,8 per cento dei casi di tumore alle vie respiratorie, seguita dai due poli industriali del territorio, Brindisi (9,3 per cento) e Taranto (8,3 per cento)".

Le facce del libro mettono video di YouTube. Chiedono che la musica non li tradisca. Sono pronti a perdonare la loro eroina. Ma deve andare via, non salire sul palco. "Iren(e)diti conto, Grandi potresti esserlo davvero", dice Federico F. che non considera l'ignoranza di una situzione una scusante. A volte fare l'artista è complicato. Così, gli utenti hanno aperto il gruppo 3: I veri brindisini boicottano i concerti dell'Enel. "C'è poco da fare qui, iscrivetevi al gruppo e invitate i vostri amici... credo che nessuno avrà il coraggio, almeno tra i giovani, di andare al concerto. I ragazzi del 'No al carbone' saranno amministratori del gruppo 4".

L'appello per Irene Grandi e Simone Cristicchi passa anche dalle voci in coro dei Sud Sound System che scrivono: "Non sappiamo se siete informati o meno di quello che produce la centrale a carbone Federico II, ma sappiamo che come noi avete la necessità di comunicare usando il linguaggio della musica, un linguaggio che supera le barriere. La centrale di Cerano è la seconda fabbrica italiana per emissioni di diossina e la prima per anidride carbonica. Ha fatto e sta facendo ammalare gli abitanti del Salento. Tutto questo è documentato da primari, ricercatori, giornalisti e dall'amministrazione regionale. La musica è amore, è vita, la centrale di Cerano no. Come avrete capito le informazioni riguardo a questa quotidiana ingiustizia sono spesso confinate alla nostra regione, vi chiediamo di riflettere e, se ve la sentite, di spendere la vostra voce per dire 'no' a tutto questo".

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