Passa ai contenuti principali

[ NUOVO VIDEO ] Attacco israeliano alle navi pacifiste dirette a Gaza.


Il video, girato in HD dalla videomaker coreano-brasiliana Iara Lee e salvato su una scheda di memoria arrivata integra oltreoceano nonostante la prigionia e le perquisizioni subite dagli attivisti in Israele, mostra alcune fasi dell’assalto israeliano alla nave turca della Freedom Flotilla, Mavi Marmara, sulla quale rimasero uccise nove persone (se non di più). Si vedono i gommoni Zodiac arrembare l’imbarcazione e i soldati calarsi dagli elicotteri, momenti concitati con feriti sanguinanti soccorsi dai compagni di viaggio, si sentono spari, ma non c’è traccia di resistenza armata da parte degli attivisti o dell’equipaggio.

“Non eravamo mentalmente preparati. Pensavamo al più di dover affrontare qualche genere di confronto verbale, o uno sparo al piede”, ha detto l’autrice del video, in una dichiarazione riportata dal sito statunitense Antiwar.com.

Presentato giovedì (10 giugno 2010) in una conferenza stampa alle Nazioni Unite, il filmato, lungo poco più di un’ora, è stato poi reso disponibile, così come è stato girato, senza montaggio, sul sito CulturesOfResistance.org

QUESTO E' UN ESTRATTO DI 15 MINUTI

Israeli Attack on the Mavi Marmara, May 31st 2010 // 15 min. from Cultures of Resistance on Vimeo.

VIDEO COMPLETO

Israeli Attack on the Mavi Marmara // Raw Footage from Cultures of Resistance on Vimeo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Un serpente nel bunker di Rebibbia

Il 12 febbraio è iniziato presso l’aula bunker del carcere di Rebibbia il processo contro alcuni militari latinoamericani che durante gli anni ‘70 hanno partecipato all’ Operazione Condor . La maggior parte degli imputati sono già stati processati e condannati in altri paesi, quindi l’udienza è più un risarcimento che una vera ricerca della verità. Operazione Condor La somiglianza tra le dittature militari che hanno dominato il Sud America durante gli anni '60 e '70 è atroce. Guidati dal sanguinoso filo conduttore dell'Operazione Condor e grazie alle tecniche d’oppressione più spietate, sono state capaci di annullare qualsiasi dissenso politico o ideologico.   Dare una stima delle persone che sono state giustiziate o torturate sarebbe tanto inesatto quanto terrificante. È difficile camminare dentro il carcere di Rebibbia e non pensare di essere dentro un fumetto di Zerocalcare. Ma questa mattina, mentre passeggio per questa felice isola...

SPUTAVA NEI PIATTI DEI DEPUTATI. LICENZIATA CAMERIERA DELLA BUVETTE

In Italia spero non vengano licenziati e spero esistano tanti camerieri come lei! Iulia Borshenko, una delle cameriere che lavora nella buvette del Parlamento ucraino, è stata licenziata in tronco poiché era solita sputare nei piatti dei deputati. La notizia è stata diffusa da RSI.ch. La donna, che è stata individuata dopo una breve indagine ed una serie di reclami, ha giustificato così il suo gesto: “È stata la mia vendetta perché hanno portato il Paese alla rovina”. “Pensate che noi abbiamo un buon salario alla Supreme Rada cafeteria. Per nulla, solo 3200 grivnie (circa 390 dollari) al mese, che non sono nulla se vivete nella capitale ucraina. Ho lavorato lì per quattro anni solo perchè questo mi consentiva di vendicarmi contro i parlamentari per ciò che fanno al Paese e alla gente. Se qualcuno pensa che io mi penta di quello che ho fatto, si sbaglia: io seguo la mia posizione politica”.

Dieci volte peggio dei nazisti di Piergiorgio Oddifreddi

(Quest'articolo e' apparso per poco tempo sul blog autori di Repubblica online). Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasell a compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione. A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona. Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero d...