
Stasera l'Italia esordisce contro il Paraguay, ma questi mondiali secondo il sito gliitaliani passeranno alla storia per l'impronta ambientale che lasceranno. Nodo in Gola vi propone l'articolo apparso oggi sul sito.
Energie rinnovabili, turismo ‘amico dell’ambiente’ e un programma per compensare le emissioni di gas serra prodotte da undici squadre, inclusa l’Italia, sono i principali fronti di azione che compongono il pacchetto ‘verde’ di questi Mondiali di calcio 2010, grazie ad una serie di eco-iniziative lanciate da Programma Onu per l’Ambiente (Unep), Global environment facility (Gef) e dipartimento per l’Ambiente del Sud Africa. Un esempio? I tabelloni vicino agli stadi in sei citta’ sudafricani alimentati ad energia solare. ‘L’obiettivo – ha spiegato Achim Steiner, direttore esecutivo dell’Unep – e’ quello di dimostrare che tutti i settori della societa’, inclusi i principali eventi sportivi, possono accelerare la transizione ad un’economia verde, efficiente dal punto di vista delle risorse e a basso contenuto di carbonio’. Di fatto, i Mondiali di calcio 2010 sono l’evento sportivo internazionale con il maggiore impatto sull’ambiente di sempre.
Alcune squadre quindi ripagheranno l’ambiente delle emissioni di gas serra prodotte dalla propria partecipazione ai Mondiali.
Per Italia, Algeria, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Uruguay e Svizzera, l’iniziativa arriva dallo sponsor Puma, ma anche Cile, Gran Bretagna, Corea e Serbia, si sono impegnate nella stessa direzione. I conti che verranno ripagati all’ambiente, che arriveranno alla fine della manifestazione sportiva, terranno conto di tutti i voli internazionali delle squadre di calcio da e per il Sud Africa, i voli locali e i bus per le partite, oltre alle sistemazioni in albergo. Il progetto, che mira quindi a ridurre ‘l’impronta di carbonio’ del mega evento sportivo, punta a lasciare un’eredita’ nelle citta’ che ospitano gli eventi anche dopo la competizione, tagliando i consumi di energia tramite l’impiego di energie rinnovabili e pratiche di consumi efficienti. Intanto il dipartimento per gli Affari ambientali del Sud Africa ha gia’ identificato diversi fronti di azione per ridurre l’impatto di gas serra dell’evento, dalle cucine solari al compostaggio del suolo, fino a sistemi di illuminazione con lampade al Led. Un’altra eco-iniziativa vede protagonista l’energia solare, impiegata per illuminazione pubblica, segnali stradali e tabelloni intorno agli stadi, grazie al progetto finanziato con un milione di dollari dal Global environment facility (Gef). Sei le citta’ al centro della campagna: Tshwane (Pretoria), Johannesburg, Nelson Mandela, Polokwane, Rustenburg e Manguang, dove passano al solare dodici tabelloni (due per ciascuna cittadina), 60 segnali stradali e 78 sistemi di illuminazione pubblica. Non manca poi una campagna dedicata ai tifosi in partenza per seguire la squadra del cuore.
Si tratta di ‘Green passport’, che cerca di incoraggiare i turisti a diventare piu’ responsabili rispetto all’ambiente quando fanno le loro scelte di viaggio in Sud Africa per la Coppa del Mondo 2010. Il progetto ha prodotto un vademecum di 32 pagine con eco-consigli e informazioni sul turismo responsabile in ciascuna citta’ che ospita la manifestazione, che verra’ distribuito a 100mila spettatori. Ma quanto costano i Mondiali 2010 all’ambiente? Secondo una stima del 2008, si parla di oltre 2 milioni e mezzo di tonnellate di CO2, di cui circa 896mila tonnellate prodotte a livello locale, contro un milione e 857mila tonnellate che arrivano dai voli internazionali.
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