
E dire che vivo in un quartiere multietnico. Il problema, per come la vedo io, non è come la realtà sia (per quanto mi riguarda, non razzista), ma come si voglia che diventi, come si cerchi di indirizzarla verso una dirittura - quella sì! - improntata sulla paura, sulla diffidenza, sulla chiusura mentale. Se accendo la Tv, là vedo razzismo. Se sento parlare alcuni dei nostri politici, là vedo razzismo. I titoli dei nostri quotidiani, sempre ansiosi nella ricerca dello straniero criminale e dimentichi dell'italico deliquente, quelli sì sono razzisti. La società civile italiana (parlo sempre del suo insieme) non è ancora piombata in forme di intolleranza così estreme, ma certo molti fattori spingono affinchè si cada in un abisso del genere. Bisogna fermare alcune teste d'uovo a cui viene dato troppo spazio, troppa parola, quello sì, affinchè la volontà di una minoranza (gli ariani italiani???) non diventi sentire comune.
La differenza tra realtà rappresentata e realtà percepita per me è enorme: attendo prove molto convincenti per ritenere la gioventù, ora sì, bruciata.
EXTRA
- articolo su rainews24.it che parla dell'inchiesta "Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti", dei cui risultati si parla nel post: clicca QUI
- sito web del "NO RAZZISMO DAY" (6 marzo): clicca QUI
- VIDEO "Blacks Out: un giorno senza immigrati": clicca QUI
- 1 Marzo 2010: sciopero immigrati: clicca QUI
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