
Carlo Giovanardi, modenese del 1950, senatore del Pdl, ha ricoperto vari incarichi durante la sua carriera politica, iniziata con la Dc, per poi proseguire con l’Udc e infine con il Partito dell’amore. Giovanardi questa mattina ha lanciato pesanti accuse contro il “crudele” Michele Santoro. Il cattivo salernitano, ieri sera si è permesso di “fare propaganda alla droga” secondo quanto affermato dall’ex ministro che ora ricopre il ruolo di sottosegretario responsabile del dipartimento nazionale antidroga; in una nota al presidente della Commissione di Vigilanza della Rai, Sergio Zavoli il senatore ha detto, “’Una tv di stato ha fatto la propaganda alla droga. Sembrava una specie di fumeria d’oppio. E’ inutile - ha spiegato il sottosegretario - che il dipartimento faccia politiche attive per la formazione e la prevenzione dell’uso di droghe. Che i sert e le comunità siano impegnati al recupero di 150 mila ragazzi se poi, come ieri sera, nella trasmissione di Santoro assistiamo ad una sorta di fumeria d’oppio, di elogio della droga. La stessa cosa si può dire della trasmissione di Chiambretti su una rete Mediaset. E’ come se di fronte ad un’epidemia, si incita la gente ad ammalarsi”. Per Giovanardi di sicuro è meno grave che un suo ex collega di partito dell’Udc, come Cosimo Mele, partecipi a festini erotici con cocaina e prostitute. Ovvio. Il povero Mele, nato a Carovigno (Brindisi) aveva nostalgia della famiglia e per non pensarci organizzava feste e festini. Per Giovanardi, Stefano Cucchi, non fu ucciso dalle percosse subite, ma perché si “drogava”. Il povero Giovanardi dovette scusarsi addirittura con la povera famiglia del “tossico” Cucchi. Il nostro eroe Giovanardi non rinuncia ai suoi privilegi da Senatore, perché povero lui, non ha altre entrate economiche. Che peccato! Si potrebbe dire ancora tanto sul povero Giovanardi, però aspettiamo le prossime avventure e le prossime chicche che ci lascerà. Inoltre anche la sinistra e tutti i partiti e le correnti che la rappresentano non rinunciano per nulla a tutti i privilegi che hanno, quindi possiamo solo non dimenticare chi ci rappresenta.
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