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Salviamo il Pane!



La maggior parte dei consumatori italiani, non conosce la differenza tra il pane fresco artigianale e quello industriale. Per questo il presidente della Fippa, Luca Vecchiato, racconta la sua sfida per dare al pane un'etichetta che faccia comprendere tale differenza, “i consumatori italiani, non sanno che la maggior parte del pane che trovano nei supermercati non è fresco, in quanto molto spesso è surgelato e importato da paesi dell’est e viene solamente riscaldato, così da apparire fatto in giornata”. L’obiettivo di Vecchiato in unione con Maurizio Marchetti dell’associazione Città del Pane è quella di fornire ai consumatori chiarezza e di conoscere l’esatta provenienza di ciò che mangiano. “Parliamo di una distinzione che doveva essere applicata già dal 2007 dopo le liberalizzazioni del Decreto Bersani. Ma il regolamento, nonostante le nostre ripetute richieste, non è stato mai emanato. Applicarlo è ora più che mai necessario – continua Vecchiato - non solo per i panificatori ma anche per il consumatore”. Il governo Prodi prima e ora il governo Berlusconi, non hanno messo in atto il regolamento, per questo i 25 mila forni italiani hanno firmato una petizione popolare per chiedere alle istituzioni di chiarire in etichetta la differenza tra pane fresco e conservato. Secondo la Fippa, basterebbe applicare per il pane quanto accade già per il latte, denominando pane fresco il prodotto che non ha subito congelazione o altri metodi di conservazione e pane conservato gli altri tipi di pane, indicando anche il metodo di produzione e le modalità di conservazione e consumo. Le differenze tra i due prodotti sono infatti sostanziali: per il pane artigianale occorrono acqua, farina, sale e la lievitazione di una notte; per il pane industriale si possono avere tempi di preparazione molto ridotti e numerosi ingredienti aggiuntivi. Per mantenere la morbidezza e una più lunga resistenza all’invecchiamento, ad esempio, il pane industriale conservato può venire addizionato con conservanti, antiossidanti, emulsionanti. Speriamo che le istituzioni non facciano cadere nel dimenticatoio questa necessità.


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