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Gianni Lannes: la verità sul nucleare.

Questo è l'intevento di Giovanni Lannes sul nucleare segnalato da un nostro amico Giuseppe Gaeta. Gianni Lannes (...) è un giornalista e fotografo italiano investigativo, freelance, direttore dal giugno del 2009 del giornale online Italiaterranostra.it. Lavorando sia in Italia che all'estero, si è occupato di controinformazione con inchieste riguardanti traffico d'armi, di esseri umani, di rifiuti tossici e scorie radioattive, di ecomafie[1][2]. Attualmente collabora con La Stampa[3] e la RAI Radiotelevisione italiana. Ha lavorato nei settimanali Avvenimenti, L'Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Io Donna, D La Repubblica delle donne, Il Venerdì di Repubblica, Diario. Ha scritto inoltre per i mensili Airone, La Nuova Ecologia, Medicina Democratica. In seguito all'apertura del suo giornale on line e alle sue scrupolose indagini, in cui spesso vengono ad essere coinvolte delinquenza organizzata e politica, il giornalista (e anche persone che fanno parte dell'o...

L'uomo di sinistra italiano per Ascanio Celestino

Amara ironia di Ascanio Celestini, sulla "sinistra" italiana, ovvero il Pd!

Il Vaticano: “Essere contro l’omosessualità è un diritto fondamentale”

L’ambasciatore della Santa Sede si oppone alla risoluzione Onu che mira a porre fine alle discriminazione e alle violenze contro la comunità LGBT 85 Paesi hanno sottoscritto alle Nazioni Unite la risoluzione per la fine della discriminazione e degli atti di violenza nei confronti della comunità LGBT . Il Vaticano però si oppone a questo testo dell’ Onu , e l’ambasciatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite ha attaccato pesantemente l’iniziative che mira a riconoscere la dignità e l’uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso. Alle Nazioni Unite prosegue l’impegno per porre fine alla discriminazione contro l’omosessualità. Dopo la proposta di risoluzione firmata da 68 paesi, ieri a Ginevra alla Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite è stata depositata, da parte della Colombia, un’altra proposta di Risoluzione, che chiede di mettere fine alle violenze e discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere delle persone, sostenuta da ...

Le buone ragioni per scendere in piazza sabato

Domani saremo in tanti a Roma per dire 2 sì ai referendum per l'acqua bene comune, sì a quello per fermare il nucleare e per affermare, più in generale, che sottrarre i beni comuni dal mercato significa difendere i diritti e ampliare la democrazia. La manifestazione è stata lanciata dal Comitato per l'acqua bene comune, ma dall'inizio si è caratterizzata per essere un luogo aperto ai soggetti e alle tematiche che, a partire dalla questione della contrarietà del ricorso al nucleare, ragionano di un'idea di modello produttivo e sociale basato su un rinnovato intervento pubblico, capace di difendere i beni comuni e poggiato sull'autogoverno delle comunità locali. A maggior ragione, dopo l'immane tragedia che ha colpito il popolo giapponese, non si può non raccogliere lo sdegno per scelte che distruggono la vita e l'ambiente, impedendo alle popolazioni il diritto di decidere e persino di essere informate sulle loro condizioni di vita. Così come è altrettanto evi...

Il coraggio di Ahmed

Viaggio a Benghazi, 23 marzo 2011 Sua moglie glielo aveva detto di parlargli. E anche i fratelli avevano insistito che lo bloccasse. Ma la verità è che Hasan non era mai stato così fiero di suo figlio Ahmed come quel giorno, quando gli disse che si univa al fronte per liberare il paese. E lo lasciò andare con la sua benedizione. Come padre, apprezzava quel coraggio e quella generosità. Partire a 24 anni come volontario, con una laurea in medicina e senza armi, per curare i feriti di guerra, in nome della libertà. Sono passati 13 giorni da quando se ne è andato. E oggi suo padre è la prima volta che viene a cercarlo al fronte. A cercarlo sì, perché nel frattempo Ahmed è finito nella lista dei dispersi. Dicono che sia stato fatto prigioniero a Ras Lanuf. Ma sono solo voci. La verità è là davanti. Tra il deserto e il mare, dove si leva alta nel cielo una colonna nera di fumo, alle porte di Ijdabiya, 160 km a sud di Benghazi. La strada davanti a noi è chiusa da una transenna. Entrano solta...

“Sì, avevamo un piano: prendere qualche afghano e ammazzarlo”

Il soldato ritratto nelle foto choc che avevano mostrato il “kill team” uccidere per sport civili indifesi ha confessato. Sissignore. “Sissignore, avevamo un piano: uccidere la gente”. Erano il kill team di Kandahar. Erano soldati americani che gironzolavano per la regione, acchiappavano qualche civile indifeso e lo massacravano. Così, per vedere un po’ l’effetto che faceva. Per giocare e vedere come sarebbe andata a finire. Senza nessuna motivazione apparente. Per gioco. Per sport. Il loro problema è che oltre ad andare in giro per il territorio del paese asiatico a massacrare i civili per sport, avevano anche l’abitudine di farsi delle foto. Foto terribili di corpi dilaniati e di soldati che li ostentavano come trofei di caccia. Come il bisonte abbattuto nell’ultima scorreria, pronto per essere scuoiato. Foto che poi sono state pubblicate dai media internazionali, e che hanno fatto – come impedirlo, d’altronde – molto rumore. I protagonisti delle fotografie pubblicate il 20 marzo del...

Carlo Giuliani, ragazzo

La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto oggi l'Italia dalle accuse di aver responsabilita' nella morte di Carlo Giuliani avvenuta durante gli scontro tra manifestanti e forze dell'ordine nel corso del G8 di Genova. La decisione e' stata presa a maggioranza dai giudici della Grande Camera. Noi lo ricordiamo e continueremo a chiedere giustizia