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Casta, emergenza mal di schiena: meglio sostituire gli schienali di Montecitorio



Negli uffici pubblici scarseggiano carta, penne, stampanti, toner, scrivanie, sedie. Nei tribunali i faldoni vengono stipati in scantinati aperti a tutti in assenza di armadi e casseforti. Le forze dell’ordine latitano di personale, carburante e autovetture. Ma a loro non manca nulla.
 Loro, i componenti della Casta, in fervida attività da quando si è insediato il Governo Monti, hanno pensato prevenire qualsiasi problema alla cervicale onde evitare tremendi mal di schiena che potrebbero seriamente frenare il progresso del Belpaese.
E così nel deserto della Camera, ormai praticamente vuota da quattro mesi, gli addetti alla manutenzione hanno provveduto a sostituire gli schienali dei vari scranni con comodi cuscini nuovi di zecca nel caso tra una votazione e un’altra i deputati volessero schiacciare beatamente un pisolino in tutta tranquillità.
Attenzione, però, la Camera ha fatto sapere che i 630 sedili verranno sostituiti gradualmente. Il tempo c’è, Monti dovrebbe durare qualche altro mese. La Casta può ancora sguazzare nell’ozio.
Tutto questo mentre Roma s’inginocchia alla “calamità naturale” della neve. Sembra che il gas scarseggi (o è solo il classico allarmismo all’italiana?) la povertà dilaga a macchia d’olio così come la disoccupazione. Loro, imperterriti, mettono a punto il restyling degli schienali. Ma forse è meglio così. Più gli scranni sono comodi, più ci sono probabilità che si addormentino e cadano in letargo per qualche mese. Forse questo è l’unico lato positivo dell’ennesimo spreco ingiustificato.

Fonte: il qualunquista

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