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Disperato bisogno di Governo


Non ci sono parole per descrivere l'Italia di oggi, non ci sono parole per descrivere le condizioni in cui versa la maggior parte dei cittadini di questo Paese: precari, lavoratori in cassaintegrazione, disoccupati, lavoratori minacciati e ricattati con referendum "democratici" che hanno sabotato lo statuto dei diritti dei lavoratori del 1970, legge che costituisce una delle pietre miliari del rapporto di lavoro; per non parlare dei comuni vesuviani che ormai convivono con le discariche, a causa dell’incapacità del Governo di dare risposte concrete a quella gente; o ancora la triste e grave situazione dei cittadini aquilani, costretti a vivere in una città fantasma, nel vero senso della parola. Possiamo affermare senza ombra di dubbio che L’Aquila in questo momento rappresenta l’immagine dell’Italia, un Paese crollato.

Un Paese dove la Scuola e l’Università pubbliche sono state annientate dai pesanti tagli della finanziaria e da un conseguente processo di privatizzazione che renderà l'Istruzione, privilegio di pochi ricchi, non per forza meritevoli. Istruzione che invece dovrebbe essere garantita a tutti da uno Stato efficiente, che mette al centro il cittadino in quanto individuo che deve crescere e che un giorno potrà apportare il suo contributo alla società.

La Costituzione italiana recita chiaramente che “La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato” (art. 33) il che significa che compito dello Stato è quello di garantire l’istruzione a tutti i cittadini attraverso scuole statali, e soprattutto garantirne l’accesso a tutti i capaci e i meritevoli tramite le borse di studio (art.34).

In tutto ciò anche la sanità è allo sfascio, carenze di posti letto negli ospedali e mancanza di vere voci di spesa e quindi di un welfare che assista tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, etnia o religione.

In poche parole i tre pilastri su cui si fonda lo Stato sono completamente mal funzionanti, con un tasso di disoccupazione giovanile che, come ricordato ultimamente, è aumentato al 29%. Ciò significa che i neo-laureati non trovano lavoro, non viene garantita loro nessuna certezza, perché tutte le leggi sul lavoro varate negli ultimi anni hanno costruito un sistema in cui la tanto sbandierata “flessibilità” e la conseguente “possibilità di scelta”, significano in termini reali instabilità, mancanza di certezze, assenza di prospettive per tutti noi che siamo alle porte del mercato del lavoro.

La conseguenza di tutto ciò è la famosa fuga dei cervelli all’estero, verso i Paesi del nord Europa o verso gli Stati Uniti dove il mercato non ci respinge, anzi.

Mi ricordo quando anni fa venne varata dal Governo Prodi la legge sul 3+2, che introduceva le lauree triennali, le così dette “lauree brevi”, che dopo i primi tre anni avrebbero dovuto dare la possibilità a tutti di provare a inserirsi nel mercato del lavoro, ma nessun datore di lavoro oggi giorno assumerebbe un neo-laureato con appena tre anni alle spalle, dove sono le competenze specifiche? Dov’è la preparazione necessaria?

Oggi ci ritroviamo dunque di fronte a un sistema dell’istruzione estremamente precarizzato, smantellato, che non fornisce alcuna certezza per il futuro. C’è bisogno di una seria riforma dell’Università pubblica, che riformuli l’offerta formativa di molte facoltà e che inserisca subito dopo la laurea un collegamento con il mercato del lavoro, modificando la formula dello “stage” che, attualmente, è essenzialmente una forma di sfruttamento vero e proprio per i giovani laureati, i quali si ritrovano a lavorare anche più di 10 ore al giorno senza una retribuzione che gli garantisca un minimo di sostentamento.

E poi penso alla mobilità internazionale, che dovrebbe essere garantita a tutti come un imperativo, cioè prevedere obbligatoriamente per tutti gli studenti un periodo di studi all’estero non inferiore ai tre mesi, a spese dello Stato, con borse di studio erogate secondo un sistema che segua l’andamento del reddito pro capite, ma in maniera equa e giusta, aiutando maggiormente tutte le persone provenienti dai ceti più svantaggiati della società.

Insomma questo Paese ha un disperato bisogno di riforme serie, che creino nuovi posti di lavoro, istituendo controlli che evitino i vari casi di “parentopoli” o le “chiamate dirette” al posto dei normali concorsi.

Vanno eliminati gli sprechi, come i finanziamenti stanziati dallo Stato per le grandi ma inutili opere come la TAV e il ponte sullo stretto di Messina, per citare due casi noti ai più, opere queste che tra l’altro non farebbero che accrescere il potere delle mafie, non solo al sud.

Per far tutto ciò serve un Governo che pensi al bene del Paese, al bene di tutti, e così attualmente non è.

Serve una classe dirigente nuova, di tecnici, esperti che si mettano al servizio dei cittadini in maniera seria e trasparente, non è più tempo di aspettare perché ci troviamo davanti a un Paese messo in ginocchio da una pesante crisi economica internazionale e da più di dieci anni di malgoverno.

Si parla tanto inoltre del ruolo dei partiti nella società, come catalizzatori delle istanze sociali, come le uniche forze che possono e devono rappresentare gli interessi dei cittadini a livello istituzionale, ma oggi così non è, purtroppo. I partiti sono rei di aver dato vita a un sistema di corruzione e di mercato di poltrone e posti di lavoro tramite spoil system. Hanno lasciato prevalere i loro interessi particolari invece di dare ascolto e soluzione ai problemi dei cittadini in seria difficoltà.

E’ vero che non si può dire “si ma tanto i politici sono tutti uguali”, perché è troppo facile arrivare a conclusioni populiste del genere, ma è anche vero che destra e sinistra insieme sono state complici di pesanti scandali che le hanno viste coinvolte, chi più e chi meno.

Degli illeciti dell’attuale maggioranza è inutile parlare visto che sono famosissimi ahimè anche a livello mondiale, ma proprio per questo dall’altra parte le forze di opposizione che si professano paladine della Costituzione, della legalità e della democrazia dovrebbero comportarsi di conseguenza ed evitare di commettere ulteriori errori, perché non è possibile né pensabile che accadano fatti come quello delle primarie a Napoli, dove i brogli hanno falsato l’elezione del candidato a sindaco Cozzolino. E non è nemmeno accettabile che un esponente del PD, il Senatore Gasbarri, sia uno dei due promotori della sanatoria per partiti nel decreto “milleproroghe” che consente a tutti i partiti di pagare solo 1000 euro di multe ai comuni per le affissioni abusive in campagna elettorale.

Così come non è possibile che dal maggiore partito di opposizione escano esponenti come l’on. Calearo, passato al gruppo misto dei “Responsabili” che hanno salvato il Governo Berlusconi da quella che doveva essere la crisi definitiva prima di Natale.

Del resto non dimentichiamoci che è colpa del PD se esiste ancora il conflitto d’interessi, visto che quando hanno avuto la possibilità di fare una legge che risolvesse questa grande anomalìa, non hanno fatto di tutto per risolverla.

Detto ciò non mi stupisce leggere su vari siti interne una notizia di qualche giorno fa: una componente dei Giovani del PD, i Giovani Democratici di Tivoli passati a Sinistra Ecologia e Libertà, scappati da un partito la cui classe dirigente è vecchia e ancorata su sé stessa.

La situazione è realmente drammatica, stiamo vivendo uno dei periodi più bui dal famoso ventennio.

Occorre perciò che tutti i cittadini aprano gli occhi e si sveglino dal torpore che li sovrasta da troppo tempo, c’è bisogno che tutti ci mettiamo in gioco direttamente e ci impegniamo per non sprofondare definitivamente nel baratro. Dobbiamo chiedere tutti uniti a gran voce al Presidente Napolitano di sciogliere una buona volta le Camere e nominare un governo tecnico che si impegni a varare una nuova legge elettorale, a risolvere il conflitto d’interessi e a garantire la pluralità dell’informazione, per poi indire le elezioni e andare in massa a votare per un Governo dei cittadini e per i cittadini.

Tra pochi giorni festeggeremo i 150 anni dell’unità d’Italia, per cui Presidente Napolitano faccia un regalo al Paese che rappresenta e che ha un disperato bisogno di Governo!


Gianluca Palma, studente universitario

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