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Ddl bavaglio, una piena sconfitta per la rete

Il sito Bresciapoint ci da alcune notizie importanti sulla Legge Bavaglio e in più il Popolo Viola organizza una manifestazione per il prossimo 28 luglio, una veglia contro questa legge contro la giustizia. Da Bresciapoint Era passato poco più di un mese dall'insediamento di Silvio Berlusconi e dell'intera compagine di governo a Palazzo Chigi. Poche settimane di esercizio del potere esecutivo, quando il ministro della Giustizia Angelino Alfano, su pressanti sollecitazioni da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, presentava presso la Camera dei Deputati il disegno di legge numero 1415. Era il 30 giugno 2008 quando il governo avviò la cruda battaglia per la riforma sostanziale del potere d'indagine dei pubblici ministeri, dell'utilizzo delle intercettazioni telefoniche e del diritto di cronaca sulle indagini giudiziarie in corso. La rapidità di presentazione del provvedimento mostrava, senza lasciare troppo spazio ai dubbi soggettivi, l'importanza e la prio...

Verso il polo della libertà

C'è dove si combatte per annodare un bavaglio all'informazione, e dove invece si inventano scudi per proteggere ed informare tutti. Di questo passo la terra promessa ben presto potrebbe avere un nome, e di certo non sarà italico... Articolo tratto da "repubblica" sulla libertà d'informazione in Islanda. Islanda, il paese senza bavaglio Approvata una legge che garantisce uno "scudo" quasi totale a chi metterà su Internet segreti militari, giudiziari, societari e di Stato di pubblico interesse. I blogger saranno protetti dai processi. "Sarà difesa la libertà d'espressione". E così la piccola isola potrebbe diventare il bunker del giornalismo d'inchiesta di GUIDO RAMPOLDI REYKJAVIK - Alle tre di quella notte, quando il parlamento è stato chiamato a votare, la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir non era affatto certa che la sua proposta sarebbe passata. E un mese dopo ancora si chiede se tutti i colleghi avessero capito l'entità d...

Ricatti, intimidiazioni e altro

Il direttore di Repubblica commenta l'attualità politica prima della pausa estiva: "Un Paese moderno e democratico non può essere governato dentro una rete di ricatti e di intimidazioni, azionati o tollerati da un potere debole, più spaventato che spaventoso"

Scorie tossiche tra Brescia e Caserta

Con le loro autocisterne portavano a Brescia le scorie tossiche dell'inceneritore di Acerra, perché fossero regolarmente smaltite da Systema Ambiente nell'impianto di Bettole. Poi però, anziché effettuare il viaggio di ritorno a vuoto, facevano dare una ripulita alla cisterna in un autolavaggio di Lonato e la riempivano di mais tritato e farine destinate al mangime per gli allevamenti del Sud Italia. Così le scorie velenose entravano attraverso gli animali nel circuito alimentare e noi ce ne cibavamo . Sono stati i Nas di Brescia a scoprire l'imbroglio, particolarmente pericoloso per la salute pubblica. Lo gestivano in proprio 21 camionisti, i quali lavoravano per la Ve.Ca sud autotrasporti di Maddaloni (Caserta) con la complicità del titolare del lavaggio per camion di Lonato. Gli autotrasportatori venivano pagati anche per il viaggio di ritorno con il camion vuoto (che è a carico dello Stato), ma avevano escogitato una metodo illegale per fare più soldi ...

La centrale del fango

Questo che vi proponiamo è un interessantissimo editoriale del direttore di Repubblica Ezio Mauro, da leggere per comprendere e riflettere sull'Italia di oggi! PROMEMORIA per l'estate. Mentre Berlusconi parla di "calunnie" e "campagne furibonde" contro il governo, c'è in realtà un metodo nel lavoro e nella ragione sociale della cosiddetta P3, che è venuto alla luce con chiarezza e non ha bisogno di passaggi giudiziari per avere una sua evidente rilevanza politica. È fatto di affari privati legati al comando pubblico, di istituzioni statali usate a fini personali, di relazioni privilegiate intorno a uomini potenti (Denis Verdini lo è, almeno fino ad oggi, e Marcello Dell'Utri altrettanto), di personaggi influenti arruolati per premere su personalità decisive - soprattutto nella giustizia - e infine di faccendieri svelti di mano e pronti a tutto, anche a essere bollati dal Premier come "pensionati sfigati" quando la rete è scoperta...

L’Europa e la questione catalana: perché non si può sottovalutarla

Vi proponiamo un articolo che tratta della questione catalana La Catalogna reclama l’indipendenza e nei prossimi mesi si potrebbe aprire una importante crisi diplomatica che rischia di mutare il tessuto sociale e territoriale europeo; per ottenerla è pronta ad inasprire la lotta politica interna ed internazionale. Barcellona, Girona, Lloret de Mar, Mirò, Gaudì e la Sagrada Familia , il Camp Nou e l’ F.C. Barcellona . È molto probabile che la maggior parte degli italiani, e non solo, colleghino automaticamente queste città, persone e luoghi direttamente e unicamente alla Spagna ; non è del tutto errato, ma non è neanche tutta la verità. I nomi che ho citato possiedono un importante elemento in comune: sono tutti parte della storia, del territorio o della società della Catalogna . E tra Spagna e Catalogna le differenze sono davvero abissali. E attenzione, la Catalogna e la sue ambizioni separatiste poco hanno a che fare con la Padania . Vi spieghiamo anche il perchè. LA ...

Mediaset contro Sky

Non avrei mai creduto che avrei tifato Australia contro Italia, però stavolta tutti gli Italiani dovrebbero schierarsi con Sky, unica rete televisiva che può permettersi di poter contrastare il potere politico ed economico di Mediaset Dal Fatto Quotidiano: Basta assistere alla reazione scomposta del viceministro Paolo Romani alla notizia del semaforo verde per la tv terrestre che la Commissione europea ha dato martedì a Sky per capire che, nello scenario televisivo italiano, è successo qualcosa d’importante. Una decisione che Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni, definisce “ingiusta, grave”. Di più, un “regalo al monopolista delle pay tv”. Se fino a oggi Mediaset ha regnato indisturbata nel nuovo mondo del digitale terrestre, ora potrebbe trovarsi a confronto con un concorrente vero. E Sky Italia, che oggi controlla il 99,8 per cento del satellite e l’86 per cento delle pay tv, ha sia i capitali che l’intenzione di andare alla conquista del dig...