
L'ennesima triste e nauseante affermazione del povero uomo.
In Italia oggi come non mai c'è spazio per parole del genere che istituzionalizzano la mediocrità e l'ignoranza come se fossero sinonimi di semplicità e onestà intellettuale. Il mio sdegno si acuisce se realizzo che in quell'uomo si identificano una gran parte dei cittadini del mio paese, che inebriati e strafatti di narcotiche immagini quotidiane, continuano a esaltare le gesta deplorevoli di un furbo accattone politico, sempre pronto a dire e disdire, costruire e decostruire la realtà.
Penso di rappresentare con queste parole quell'altra parte del Paese che invece vorrebbe risorgere e far ripartire l'Italia dalla sua storia, dai sui grandi uomini, dalle sue strade, dalla sua cultura immensa, invidiata e emulata in tutto il mondo.
Non potevo concludere questo post con un breve ricordo a un grande italiano, che manca come non mai, Pier Paolo Pasolini.
Chissà cosa avrebbe risposto a questo piccolo pover uomo che infarcisce di omofobia e macismo il suo anacronistico e degradante "insegnamento politico".
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